giovedì 5 novembre 2009
<<Vai Alla Prima Pagina
Quando l’applicazione tecnologica della scienza contemporanea riguarda la vita stessa dell’uomo, il criterio in base al quale discernere sul suo impiego è quello dell’uomo come fine e non come strumento. Ciascuna persona umana è fine in sé e non può mai essere usata come mezzo per ottenere altri risultati. Quali conseguenze porta l’uso della persona come mezzo? Questo sta già accadendo? In base a questo errore di fondo si stanno distruggendo embrioni per curare malattie, una pratica che tra l’altro la scienza stessa ha scoperto di poter evitare attraverso la riprogrammazione delle cellule staminali adulte, che diventano così pluripotenti. Lo stesso errore si commette sul tema del “fine vita”. Non si tratta di ricadere nell’accanimento terapeutico, ma semplicemente di rispettare la vita umana senza strumentalizzarla per altri scopi. Affrontando questi temi non può non tornare alla mente il Caso di Eluana Englaro, la contrapposizione di quei giorni e la tragica conclusione della vicenda. Cosa ha significato questo fatto e quali conseguenze ha avuto? Al di là delle questioni sul testamento biologico, nel caso Englaro ci fu un aspetto molto grave: Eluana non aveva lasciato un tale testamento, ma questo è stato presupposto. Un fatto di una gravità enorme. L’esperienza poi insegna che bisognerebbe andare cauti sull’idea di testamento biologico. A quale esperienza si riferisce? L’uomo, quando si trova nel pericolo, normalmente vuole continuare a vivere e accetta anche condizioni inferiori e diverse, che probabilmente da sano non avrebbe pensato di poter accettare. In ogni età e condizione le nostre attese e pretese si modellano anzitutto sulla realtà, ma il desiderio fondamentale di ogni esistente rimane quello di continuare a vivere. Vorrei però sottolineare il fatto che non sono in gioco soltanto l’origine e la fine della vita, ma l’uomo in quanto tale. Quali pericoli intravede su questa strada? Fra non molti anni le biotecnologie saranno capaci di modificare profondamente il soggetto umano: c’è chi tende a una specie di superuomo, illudendosi così di fare il bene dell’umanità. È importante che le biotecnologie vengano usate per curare il soggetto umano, non per trasformarlo o per distruggerlo, secondo un disegno prometeico che si rivolgerebbe contro l’uomo stesso. Quale responsabilità hanno i cattolici impegnati in politica riguardo a questi temi? Ultimamente in alcune formazioni sembrano non avere il diritto a una posizione dettata dalla coscienza su temi sensibili, dove prevale la linea di partito. Penso che l’indicazione data da Giovanni Paolo II al Convegno Ecclesiale di Palermo del 1995 sia ancora pienamente valida. I cattolici devono essere coerenti con i valori umani essenziali anche nel campo legislativo e politico. Nella misura in cui questa coerenza è esercitabile nell’una o nell’altra formazione politica, i cattolici possono svolgervi il loro compito. Se invece constatano che in una determinata formazione non ci sia più spazio, allora per coerenza dovrebbero rinunciare a quella collocazione politica. Seguendo il suo ragionamento, in ogni circostanza la Chiesa rimette l’uomo al centro, questo vale anche sulle questioni economiche, come la crisi che stiamo attraversando. Anche questa crisi ha cause antropologiche? Certamente. Come la crisi del comunismo fu una crisi economica che aveva però profonde cause antropologiche, una visione riduttiva dell’uomo, come scriveva Giovanni Paolo II nella Centesimus Annus, così anche la crisi del sistema economico attuale ha come causa una visione soltanto economicistica. Il fattore umano in quanto tale, e la sua centralità non sono stati tenuti abbastanza in conto, così come la centralità dell’etica. L’etica non è qualcosa di aggiunto dall’esterno, ma un’esigenza interna alla stessa economia. Se viene meno, alla lunga non possono che arrivare risultati negativi. Questo è anche il senso profondo dell’Enciclica Caritas in veritate. Da ultimo qual è il richiamo della Chiesa invece davanti alla questione morale tornata all’ordine del giorno dopo i numerosi scandali che vedono protagonista la politica? Il richiamo della Chiesa è ben noto, dai 10 comandamenti in poi. La Chiesa però non deve lasciarsi coinvolgere nell’uso strumentale di queste questioni, come spesso accade nel dibattito politico. (Carlo Melato)
Anni fa mi volevo disfare del Crocifisso che il nonno ci aveva dato, mi pareva inutile, poi decisi di pazientare. Ora, è ancora appeso alla parete di casa ed io mi sono attaccata addosso a quella presenza!
05/03/2010 - 6.06 Cultura SHMEMAN/ Quel cristianesimo che permette di innamorarsi ma non di amare
22/02/2010 - 6.02 Cultura GIUSSANI/ 3. Loi: era capace di guardare l'uomo dal di dentro
15/02/2010 - 6.07 Cultura FINE VITA/ Non bastano i neuroni a spiegare quella domanda che abita nella nostra testa
10/02/2010 - 6.11 Cultura FILOSOFIA/ La bestia e il sovrano, l’ultima lezione di Jacques Derrida
01/02/2010 - 6.04 Cultura LAICITA’/ Borghesi: Del Noce, la "cura" contro il manicheismo di molti cattolici
22/01/2010 - 6.02 Cultura SHOAH/ Edelman, Grossman, Zamboni: quando la memoria dei Giusti diventa sacrificio
Tutte le Notizie di Cultura
21.41 Musica e concerti Musica: Vasco Rossi, nuovi biglietti per date Torino
21.39 Politica Rai-Agcom: Berlusconi, inchiesta di Trani e' risibile
21.36 Esteri Efferata strage di famiglia in Ungheria
21.20 Calcio e altri Sport Calcio: Raiola, nessuna guerra Balotelli-Mourinho
21.20 Economia e Finanza La Borsa di New York chiude in rialzo
21.18 Calcio e altri Sport Calcio: Catania, riuscita operazione Llama