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lunedì 15 marzo 2010 S. Vincenza Gerosa - Ultimo agg.: 15/03/2010 19:12
 
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SCENARIO/ Savona: la vera “finanziaria”? Vendere il patrimonio pubblico e fare cassa

venerdì 6 novembre 2009

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No, credo che la Cina abbia margini per poter agire. L’avanzo si è ridotto, ma ha trovato il modo di sopperire con la domanda interna. La Cina ha un problema di bolla speculativa nell’edilizia, come è stato per gli Usa, e le autorità sono molto preoccupate. Però il sistema fortemente centralizzato consente alle autorità di fronteggiare le crisi meglio di molti paesi occidentali, che hanno un “onere da democrazia” molto forte.

 

Il G2 Usa-Cina si conferma l’asse strategico del futuro?

 

Intanto il G2 è una formula giornalistica. Che la Cina, essendo la più grande finanziatrice degli Stati Uniti, abbia un dialogo col debitore - chiamiamolo pure G2 - è del tutto naturale. Però ritengo che alla fine il resto del mondo non accetti facilmente un dialogo a due. Cina e Usa non possono tener fuori dalle decisioni gli altri 18 membri del club, che loro stessi hanno creato per fini economici. Non è un caso che la formula sia passata dagli otto ai venti membri.

 

L’Europa può difendersi?

 

L’Europa è in grave ritardo e vive su un ossimoro: si chiama Unione europea ma è l’area del mondo che vive nella maggiore disunione. Non è un interlocutore unitario ed è questo il fatto grave, che le toglie peso politico. La Germania è il paese che conta singolarmente di più: ha un avanzo di bilancio ed è potenzialmente una finanziatrice degli Stati Uniti e anche del resto dell’Europa. Ma i nuovi equilibri geopolitici escludono attori solitari.

 

È ipotizzabile svalutare ulteriormente l’euro per renderlo più competitivo?

 

Siamo se mai candidati alla rivalutazione e non alla svalutazione. Resto fermamente convinto di due cose. La prima è che non si può basare lo sviluppo del mondo sui disequilibri di bilancio, e la seconda è che la Bce debba effettuare interventi di stabilizzazione dell’euro.

 

Questo cosa comporta?

 

Che bisogna rafforzare la moneta tramite i rapporti commerciali con l’estero e non attraverso i rapporti con le banche. Ma pare che la Bce non la pensi così.

 

Ci sono i rischi di un cedimento del dollaro come moneta di riferimento?

 

Sì, sono convinto che il dollaro sia candidato a subire una grossa svalutazione. È certo il se, ma è incerto il quando. La sua debolezza è la vera nube che incombe sul futuro dell’economia mondiale. Ma la stabilità globale dipende anche dalla Cina: bisogna augurarsi che essa non perda terreno. Anche se rimane il problema del mantenimento artificioso del cambio tra valuta cinese e dollaro.

 

La Fed è fermamente intenzionata a non toccare i tassi per facilitare la ripresa in casa Usa, ma sul lungo periodo i rischi sono enormi.

 

Alla Fed sanno leggere e scrivere e conoscono benissimo i rischi. Certo che una cosa è dichiarare di volere il dollaro forte, altra cosa è averlo davvero. E sanno benissimo che non ce l’hanno.

 

(Federico Ferraù)

 




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COMMENTI
27/11/2009 - MA PER PIACERE !! (michele fortunato)

il tesoro non ha ancora concluso la vendita degli immobili pubblici ( operazione scip )iniziata nel 2002 e che ha dovuto essere "salvata" per ben 2 volte dal default!!! basta con questa retorica che le cose vanno male perche' c'e' qualcuno che trama alle spalle. gli immobili pubblici..ma sapete cosa è rimasto da vendere ? caserme e palazzoni di enti e ministeri, case carceriali del soggiorno obbligato vecchi istituti di cura- tutta roba facile da vendere e riconvertire vero ??!!! il problema è che con la crisi immobiliare vendere ai prezzi di quando la crisi non c'era non sarà per niente facile!! LA VERA-VERITA' E' che zitto zitto il tesoro tramite cartolarizzazioni di vario tipo ci ha tentato e/o ci sta tentando di vendere i propri immobili...e la stessa cosa stanno facendo i comuni le provincie e le regioni con il risultato che gli immobili....sono sempre più immobili!!! INFORMARSI PER CREDERE !!!

 
07/11/2009 - Una misura che si impone (Giuseppe Crippa)

Sposo senza riserve la tesi del prof. Savona, la cui definizione dell’Unione Europea come di “un ossimoro” è davvero amara ma ben definisce la realtà, secondo la quale lo Stato dovrebbe abbattere il debito pubblico con una dismissione “monstre” di beni del suo patrimonio pubblico (opere d’arte comprese, aggiungo io!). Ovvio che il tutto debba essere fatto in modo estremamente trasparente, ma questo non sarebbe difficile, almeno per le opere d’arte, aggiudicabili attraverso delle aste.

 
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