venerdì 20 novembre 2009
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Si tratta di un progetto di revisione costituzionale della seconda parte della Carta, uscito dalla Commissione Affari costituzionali della Camera con un accordo abbastanza ampio, che interveniva sul bicameralismo perfetto e sul procedimento di formazione delle leggi, delineava la riduzione del numero dei parlamentari, istituiva un Senato delle regioni eletto con molti componenti designati dagli organi delle autonomie locali, modificava la forma di governo, dando qualche potere in più al presidente del Consiglio. E la bozza Violante, lei dice, incontrerebbe qualche difficoltà a far da base ad un nuovo accordo preliminare. Non credo che il centrodestra sia disponibile ad accettarlo in toto, perché ha altre idee sulla forma di governo, preferendo l’elezione diretta del presidente della Repubblica, nel quadro di un semipresidenzialismo alla francese. In ogni caso quello che voglio dire e che lo scudo potrebbe avere un appoggio dell’opposizione (Pd e Udc) solo se venisse inserito all’interno di una riforma costituzionale che tocchi alcuni di questi nodi; il che implicherebbe una difficilissima fase di compromesso, per la quale non so, francamente, se ci sono i margini reali di manovra. Tutti i tentativi di riforma cui assistiamo presuppongono di intervenire soltanto sulla base dell’ingegneria istituzionale. Lei, proponendo di reintrodurre l’immunità, faceva appello a una funzione terza della Consulta. Anche Violante di recente ammette che l’autodisciplina del Csm si è rivelata fallimentare e propone di affidare il compito agli ex presidenti della Corte. Ma i meccanismi basterebbero a garantire una giustizia migliore? No. Io stesso mi rendo conto che la mia ipotesi può incontrare obiezioni. Questa fuga verso organi terzi è essa stessa emblematica ed è la conseguenza di una giustizia interna e corporativa. Come il Parlamento abusava dell’istituto dell’autorizzazione a procedere negandola quasi sempre, così il Csm ha mostrato atteggiamenti fortemente autoassolutori. Allora si dubita del prestigio delle istituzioni e si cerca l’organo neutrale. Ma è il sintomo di un disagio molto grave e sottintende una speranza utopica, perché ogni organo sarà inevitabilmente composto di uomini, aventi ciascuno appartenenze, storie, orientamenti personali. L’unica soluzione dunque è politica? CONTINUA LA LETTURA DELL'INTERVISTA, CLICCA SUL PULSANTE >> QUI SOTTO
Si tratta di un progetto di revisione costituzionale della seconda parte della Carta, uscito dalla Commissione Affari costituzionali della Camera con un accordo abbastanza ampio, che interveniva sul bicameralismo perfetto e sul procedimento di formazione delle leggi, delineava la riduzione del numero dei parlamentari, istituiva un Senato delle regioni eletto con molti componenti designati dagli organi delle autonomie locali, modificava la forma di governo, dando qualche potere in più al presidente del Consiglio.
E la bozza Violante, lei dice, incontrerebbe qualche difficoltà a far da base ad un nuovo accordo preliminare.
Non credo che il centrodestra sia disponibile ad accettarlo in toto, perché ha altre idee sulla forma di governo, preferendo l’elezione diretta del presidente della Repubblica, nel quadro di un semipresidenzialismo alla francese. In ogni caso quello che voglio dire e che lo scudo potrebbe avere un appoggio dell’opposizione (Pd e Udc) solo se venisse inserito all’interno di una riforma costituzionale che tocchi alcuni di questi nodi; il che implicherebbe una difficilissima fase di compromesso, per la quale non so, francamente, se ci sono i margini reali di manovra.
Tutti i tentativi di riforma cui assistiamo presuppongono di intervenire soltanto sulla base dell’ingegneria istituzionale. Lei, proponendo di reintrodurre l’immunità, faceva appello a una funzione terza della Consulta. Anche Violante di recente ammette che l’autodisciplina del Csm si è rivelata fallimentare e propone di affidare il compito agli ex presidenti della Corte. Ma i meccanismi basterebbero a garantire una giustizia migliore?
No. Io stesso mi rendo conto che la mia ipotesi può incontrare obiezioni. Questa fuga verso organi terzi è essa stessa emblematica ed è la conseguenza di una giustizia interna e corporativa. Come il Parlamento abusava dell’istituto dell’autorizzazione a procedere negandola quasi sempre, così il Csm ha mostrato atteggiamenti fortemente autoassolutori. Allora si dubita del prestigio delle istituzioni e si cerca l’organo neutrale. Ma è il sintomo di un disagio molto grave e sottintende una speranza utopica, perché ogni organo sarà inevitabilmente composto di uomini, aventi ciascuno appartenenze, storie, orientamenti personali.
L’unica soluzione dunque è politica?
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l'on.Violante,al cui progetto il dr. Zanon si riferisce,ha già detto che la introduzione di termini massimi per il processo penale è necessaria di per sè. Non deve importare se potrebbe giovare all'on. Berlusconi. Aggiungerei che ogni legge potrebbe giovare a chi la approva,dal momento che i legislatori sono cittadini italiani,normalmente residenti in Italia. Non per questo si deve evitare di fare giuste leggi. Il commento che mi ha preceduto mi pare o troppo ingenuo o troppo furbo. Infatti è notorio che l'on. Berlusconi,da quando è entrato in politica,è oggetto di una perscuzione giudiziaria ,specialmente da parte di Pubblici Ministeri. Si noti che già diversi processi avviati contro di lui si sono conclusi con assoluzioni. Inoltre è in gioco la indipendenza dei poteri dello Stato moderno costituzionale. Il Giudiziario non può paralizzare il legislativo e l'esecutivo,nei loro organi di vertice,finchè i loro titolari non sono usciti dalle rispettive cariche. Si aggiunga che il c.d."conflitto di interessi" in cui si troverebbe Berlusconi è già stato più volte,di fatto,sottoposto al corpo elettorale,il quale ha dimostrato di non temerlo e di voler confermare l'on.Berlusconi nella sua guida del Governo. Questo in democrazia vuol pure dire qualche cosa,se è vero che "La sovranità appartiene al popolo...".
... perché c'è bisogno di uno "scudo" per salvare Berlusconi? Se è innocente che ha da temere? E se invece è colpevole, perché dovrebbe essere salvato dal giusto giudizio? Come detto da molti, l'unica cosa che dovrebbe fare è affrontare, come tutti i cittadini, i processi in cui è chiamato a render conto delle sue azioni: il fatto che cerchi in ogni modo di non farlo già la dice lunga sulla sua "innocenza"...
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