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venerdì 19 marzo 2010 S. Giuseppe sposo di M.V. - Ultimo agg.: 19/03/2010 08:44
 
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SCENARIO/ 1. Ecco i punti di accordo tra Berlusconi e opposizione

lunedì 28 dicembre 2009

 

Ieri è stata smentita una telefonata “natalizia” tra Berlusconi e Bersani con al centro temi politici, ma il confronto tra maggioranza e opposizione sembra aver ritrovato uno stile più pacato. È stato lo stesso capo del governo, sabato, a dire che «nel 2010 faremo tutte le riforme istituzionali». Il Pd non ha preclusioni, solo ribadisce il no a leggi ad personam. E la cosiddetta bozza Violante, con la quale si è chiusa la scorsa legislatura, resta la piattaforma più solida per discutere di riforme. Ilsussidiario.net ne ha parlato con il costituzionalista Nicolò Zanon.

 

Ridurre il numero dei parlamentari, differenziare le funzioni di Camera e Senato, potenziare il ruolo del premier e ridiscutere l’assetto istituzionale della magistratura, rivedendo i rapporti tra giustizia e politica. Non è poco.

 

Non sono così sicuro che su tutte le soluzioni che la bozza Violante indicava ci sia una reale condivisione di merito. Per esempio sulla riduzione dei parlamentari tutti sembrano d’accordo, ma bisognerà vedere come si passa dalle parole ai fatti. Questa riforma spetta proprio ai parlamentari. Sapranno ridursi di numero? Vedremo. Ma il nodo vero riguarda il bicameralismo.

 

Perché?

 

In teoria si è tutti d’accordo di fare del Senato una camera dei territori, dunque specializzandola per funzioni. In concreto però non appena si pensa a come articolare questa specializzazione reciproca delle due camere, nascono problemi tecnici enormi. Ci vuole un meccanismo che sia funzionale e che al tempo stesso non faccia del Senato né una camera che fa troppo, né una camera che fa troppo poco. Violante poi esclude il Senato dal rapporto fiduciario con il governo, che intercorrerebbe solo con la Camera dei deputati. Sarebbe una diminuzione politica molto forte.

 

Cosa vorrebbe dire, in concreto?

 

Che il Senato non sarebbe più il luogo dove si vota una mozione di fiducia. Al tempo stesso però avrebbe una serie di competenze materiali estremamente rilevanti anche per le scelte di indirizzo politico governativo. Era un problema emerso già nel 2006: al Senato vengono affidate materie di competenza concorrente, rispetto alle quali il governo non ha paradossalmente alcun potere.

 

E rispetto al tema del federalismo fiscale?

 

SONDAGGIO/ Sei favorevole ad un accordo per le riforme tra maggioranza e opposizione nel 2010? - VOTA

 

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