giovedì 24 giugno 2010
«L’alternativa alla manovra è il collasso», ha detto ieri il ministro Giulio Tremonti ai rappresentanti delle regioni. Non ci sono alternative sugli importi, sulle risorse e sulla distribuzione dei tagli; è impossibile alleggerire il peso dei sacrifici a carico delle regioni se non coinvolgendo anche quelle a statuto speciale e lavorando sulla proporzionalità dei tagli. Il giudizio dei governatori al termine dell’incontro è stato durissimo: «Non abbiamo incontrato nessuna apertura nel governo, di fatto il federalismo fiscale viene messo in condizione di non praticabilità», ha detto il presidente della regione Emilia Romagna, Vasco Errani (Pd). È davvero così? La manovra affossa veramente il nascente federalismo fiscale? «Assolutamente no, anzi essa ne accelera l’attuazione», risponde il professor Luca Antonini, presidente della Commissione tecnica paritetica per l’attuazione del federalismo fiscale. «Le correzioni alla manovra ipotizzate dal governo e presentate alle regioni permettono di tagliare non i servizi, ma gli sprechi. E premiando le regioni virtuose, costituiscono un anticipo e non una negazione del federalismo fiscale». Il problema, spiega Antonini, è la distribuzione dei tagli, non la quantità: «Siccome secondo Luca Ricolfi le regioni buttano decine di miliardi di euro in sprechi, e questo dato ha una buona attendibilità, una riduzione dei trasferimenti pari a quattro miliardi non è tantissimo. L’importante è che non si penalizzino le regioni virtuose, ed è l’ipotesi su cui il governo è impegnato. Chi ha già provveduto ad auto-ridurre le spese sarà premiato, chi spreca avrà un segnale che non può più andare avanti così». CLICCA IL PULSANTE QUI SOTTO PER CONTINUARE LA LETTURA DELL'ARTICOLO
«L’alternativa alla manovra è il collasso», ha detto ieri il ministro Giulio Tremonti ai rappresentanti delle regioni. Non ci sono alternative sugli importi, sulle risorse e sulla distribuzione dei tagli; è impossibile alleggerire il peso dei sacrifici a carico delle regioni se non coinvolgendo anche quelle a statuto speciale e lavorando sulla proporzionalità dei tagli. Il giudizio dei governatori al termine dell’incontro è stato durissimo: «Non abbiamo incontrato nessuna apertura nel governo, di fatto il federalismo fiscale viene messo in condizione di non praticabilità», ha detto il presidente della regione Emilia Romagna, Vasco Errani (Pd). È davvero così? La manovra affossa veramente il nascente federalismo fiscale? «Assolutamente no, anzi essa ne accelera l’attuazione», risponde il professor Luca Antonini, presidente della Commissione tecnica paritetica per l’attuazione del federalismo fiscale. «Le correzioni alla manovra ipotizzate dal governo e presentate alle regioni permettono di tagliare non i servizi, ma gli sprechi. E premiando le regioni virtuose, costituiscono un anticipo e non una negazione del federalismo fiscale». Il problema, spiega Antonini, è la distribuzione dei tagli, non la quantità: «Siccome secondo Luca Ricolfi le regioni buttano decine di miliardi di euro in sprechi, e questo dato ha una buona attendibilità, una riduzione dei trasferimenti pari a quattro miliardi non è tantissimo. L’importante è che non si penalizzino le regioni virtuose, ed è l’ipotesi su cui il governo è impegnato. Chi ha già provveduto ad auto-ridurre le spese sarà premiato, chi spreca avrà un segnale che non può più andare avanti così».
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Leggo: «Le correzioni alla manovra ipotizzate dal governo e presentate alle regioni permettono di tagliare non i servizi, ma gli sprechi. E premiando le regioni virtuose, costituiscono un anticipo e non una negazione del federalismo fiscale». E allora perchè Formigoni è incazzato? Se fosse così come dice il Prof. Antonini non ci sarebbe ragione di arrabbiarsi per un Governatore da sempre promotore e fautopre del federalismo fiscale!! Probabilmente ci sono idee diverse di federalismo! Così si è usato il metodo più semplice per far cassa: poi ognuno difende il suo orticello e fa passare per federalismo tutto e il contrario di tutto! Colpire i "soliti noti" per mettere in tasca il "gruzzolo" che fino a un mese fa non doveva essere necessario "sfilare" dalle tasche degli italiani. Parola di Tremonti! Che notoriamente non ne ha una sola. Avevamo fino a ieri i conti a posto: se ci chiedono 26 miliardi avendo i conti a posto.....
Se il federalismo consiste, come dice Antonini, nello Stato centrale che controlla e decide come e dove le regioni devono spendere i loro soldi e quali sono o meno le virtuose, siamo a posto (nel senso che non ha capito nulla di cosa si intende per federalismo). Federalismo è "autodeterminazione", nel senso che in una regione devono restare una buona parte delle imposte versate dai residenti; i governatori e gli assessori, delegati con le elezioni, decidono come spenderli e i cittadini decideranno se rivotarli o meno; questo nel rispetto delle competenze proprie senza interventi dello stato a coprire buchi dovuti alla cattiva gestione. E' così semplice....
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