mercoledì 4 novembre 2009
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Ma certo. È una valutazione che condivido pienamente. Non vedo la ragione per la quale dovremmo rinunciare alle nostre radici religiose e laiche. Poi, per chi è credente e ha fede, il crocifisso è un simbolo che rimanda a Dio, per chi non lo è parla di un fatto storico determinante. Ma è un fatto storico che ha segnato profondamente nella nostra cultura e, ripeto, non vedo perché dovremmo negarla. Quali principi ispiratori le sembra tradurre in pratica una sentenza come quella di ieri? Vedo una laicità che si trasforma in ideologia esattamente come una religione può diventare integralista. Il laicismo, inteso come negazione di qualsiasi tradizione e cultura religiosa, è a sua volta una religione integralista. Può spiegarsi meglio? Penso che la neutralità dello stato sia apprezzabile, ma lo stato deve essere davvero neutrale. Uno stato che toglie il crocefisso non è più neutrale, ma prende una parte ben precisa. La neutralità dello stato, di fronte alla fede religiosa o alla simbologia religiosa, consiste proprio nello spirito di tolleranza dello stato stesso verso la libertà di coscienza individuale. È un limite che va tracciato in modo intelligente: se il chador impedisce l’identificazione allora è evidente che non può essere tollerato, ma se una ragazza porta un velo sulla testa, non si capisce perché debba essere proibito. Se lo stato dice “togliamo tutti i crocifissi dalle aule” non è più neutrale ma diventa di parte. Che poi si chiami laico anziché musulmano o altro è solo un questione terminologica che non tocca la sostanza delle cose: diventa stato religioso, cioè stato etico. (Federico Ferraù)
Ma certo. È una valutazione che condivido pienamente. Non vedo la ragione per la quale dovremmo rinunciare alle nostre radici religiose e laiche. Poi, per chi è credente e ha fede, il crocifisso è un simbolo che rimanda a Dio, per chi non lo è parla di un fatto storico determinante. Ma è un fatto storico che ha segnato profondamente nella nostra cultura e, ripeto, non vedo perché dovremmo negarla.
Quali principi ispiratori le sembra tradurre in pratica una sentenza come quella di ieri?
Vedo una laicità che si trasforma in ideologia esattamente come una religione può diventare integralista. Il laicismo, inteso come negazione di qualsiasi tradizione e cultura religiosa, è a sua volta una religione integralista.
Può spiegarsi meglio?
Penso che la neutralità dello stato sia apprezzabile, ma lo stato deve essere davvero neutrale. Uno stato che toglie il crocefisso non è più neutrale, ma prende una parte ben precisa. La neutralità dello stato, di fronte alla fede religiosa o alla simbologia religiosa, consiste proprio nello spirito di tolleranza dello stato stesso verso la libertà di coscienza individuale. È un limite che va tracciato in modo intelligente: se il chador impedisce l’identificazione allora è evidente che non può essere tollerato, ma se una ragazza porta un velo sulla testa, non si capisce perché debba essere proibito. Se lo stato dice “togliamo tutti i crocifissi dalle aule” non è più neutrale ma diventa di parte. Che poi si chiami laico anziché musulmano o altro è solo un questione terminologica che non tocca la sostanza delle cose: diventa stato religioso, cioè stato etico.
(Federico Ferraù)
Appendere il crocifisso nelle aule può offendere la sensibilità religiosa altrui, non appenderlo significa avere uno Stato etico e non laico (per Ostellino): in entrambe le posizioni mi sembra che si vada ad offendere la sensibilità religiosa di qualcuno. Penso che le decisioni su questi simboli, essendo personali, dovrebbero essere prese al limite dai singoli professori con i propri alunni, al costo di esporre in classe crocifisso, finestra rivolta alla Mecca, altarino Buddista e statuine della Santeria...
Se dovesse diventare attuabile, qualcuno potrebbe impedire ad un insegnante di portarla al collo? O ad un alunno di mettersi un crocifisso sul banco? Dove mettono il limite del privato e del pubblico i nostri consiglieri europei? Da anni non porto un crocifisso addosso ma la provocazione è tale che potrei farmelo tatuare per reazione!
Premesso che la sentenza non sarà applicata e che si polemizza sul sesso degli angeli, e' una evidente discriminazione trattare allo stesso modo situazioni diverse: non si può applicare la stessa legge in Italia e in altri paesi, sarebbe un'astratta imposizione illuministica. Inoltre la signora italofinlandese protagonista del ricorso si sarà certo accorta - e forse proprio per questo è fuggita dal suo paese natale - che la bandiera della Finlandia, come tutti i vessilli scandinavi, mostra la croce nordica, simbolo della cristianità. Temo proprio che per evitare ulteriori traumi dovrà rassegnarsi a insegnare a suo figlio il rispetto dei simboli di tutte le religioni, magari anche della squadra e del compasso.
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