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Interviste a: Franco Branciaroli

Nel 1968 si iscrisse alla scuola del Piccolo Teatro di Milano, dove debuttò, nel 1970, con il Toller di Tankred Dorst, per la regia di Patrice Chéreau. Trasferitosi a Torino, venne diretto da Aldo Trionfo in diversi spettacoli messi in scena al Teatro Stabile di Torino. Nel 1974 Trionfo lo diresse in Gesù di Carl Theodor Dreyer, nel quale Branciaroli affrontò il suo primo, vero ruolo da protagonista, che lo portò a farsi immediatamente notare per la sua particolare recitazione. La collaborazione con Trionfo durò diversi anni, fino alla messa in scena di Faust - Marlowe - Burlesque, pièce scritta dallo stesso Trionfo in collaborazione con Lorenzo Salveti. Lo spettacolo vedeva Branciaroli alternarsi con Carmelo Bene nei ruoli di Faust e Mefistofele. Accanto a Bene, tornò sulle scene in Romeo e Giulietta e nella Turandot di Virginio Puecher, con Valentina Cortese. Negli anni successivi lavorò con Luca Ronconi, Maurizio Scaparro e Luigi Squarzina che lo diresse in diverse opere teatrali per la RAI. Impostosi come attore sulle scene teatrali italiane, Branciaroli allestì le sue prime regie: La vita è sogno di Pedro Calderón de la Barca, Peer Gynt e Gli spettri di Henrik Ibsen. Negli anni ottanta incontrò lo scrittore e drammaturgo milanese Giovanni Testori. Da questo incontro nacque un sodalizio artistico che li porterà a lavorare nella compagnia del Teatro degli Incamminati, con la quale Branciaroli interpretò diverse opere dell'autore milanese, dirette dallo stesso Testori. La collaborazione tra i due continuerà fino alla morte di Testori, avvenuta nel 1993. Per tutti gli anni novanta, Branciaroli continuò il suo impegno teatrale, tornando a lavorare ancora con Ronconi e in seguito con Gianfranco de Bosio che lo diresse ne I due gemelli veneziani di Carlo Goldoni, in cui interpretava il doppio ruolo di Tonino e Zanetto. Nel 1993 iniziò una collaborazione con il Teatro Romano di Verona per il quale mise in scena come regista e interprete Re Lear, L'ispettore generale di Gogol' (in una regia a due con Marco Sciaccaluga) e La dodicesima notte. Sempre a Verona fu diretto da Giancarlo Sepe nel Macbeth. Uomo di teatro a tutto tondo, Branciaroli appare di rado sul grande schermo. Lavorò nel 1981 con Michelangelo Antonioni ne Il Mistero di Oberwald e con Tinto Brass in cinque lungometraggi, dal 1984 al 2001. Nel 2007 è stato diretto da Roberto Faenza nel film I viceré, accanto ad Alessandro Preziosi e Lando Buzzanca.

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