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Interviste a: Andrea Carraro

È giunto alla notorietà con il crudo e violento romanzo Il branco (Theoria, 1994; Gaffi, 2005 con postfazione di Filippo La Porta), storia di uno stupro di gruppo, che avviene non lontano dalla capitale, ai danni di due autostoppiste tedesche, dal quale è stato tratto l'omonimo film di Marco Risi (con la partecipazione dell'autore alla sceneggiatura). L'opera fu inizialmente pubblicata per intero sulla rivista Nuovi Argomenti in quanto, a causa dell'argomento scabroso, nessun editore era disposto a stamparla. Ha pubblicato anche A denti stretti, romanzo che racconta l'iniziazione sessuale di un gruppo di adolescenti, L'erba cattiva, storia di un parricidio che matura in un degradato paese dell'hinterland romano, il melodramma sociale e interetnico La ragione del più forte (premio Acri, premio Il Molinello), la raccolta di racconti romani La lucertola (Premio Cocito-Montà d'Alba) e il romanzo Non c'è più tempo (Premio selezione Mondello, Premio selezione Bari), che narra la discesa nel gorgo della depressione di un bancario romano che, dopo il tradimento della moglie, perde il lavoro, la casa e diventa barbone. Nel 2007 Carraro pubblica Il sorcio, un romanzo che affronta, fra gli altri, il tema del mobbing, mettendo in scena un "duello" fra due impiegati di banca a colpi di minacce, fatture e picchiatori prezzolati. Nel 2009 esce Il gioco della verità, una corposa silloge di racconti che hanno ancora la città di Roma come sfondo. L'ultimo libro pubblicato da Carraro è la raccolta di reportage narrativi Da Roma a Roma. Viaggio nella periferia della capitale, animato da una inedita vena comica, introdotto da un saggio critico di Raffaele Manica.

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