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lunedì 16 agosto 2010
Continua la mistificazione mediatica sulla ricerca delle cellule staminali embrionali. La diversa modalità di divulgazione di due notizie contemporanee rende bene l’idea dell’uso ideologico e fazioso della comunicazione in questo campo.
Lo scorso 30 luglio, infatti, è stata annunciata al mondo la notizia che l’agenzia statunitense Food and Drug Administration (FDA) ha autorizzato, per la prima volta in assoluto, la sperimentazione di cellule staminali embrionali sugli uomini. Il test sarà effettuato iniettando in pazienti affetti da gravi lesioni al midollo spinale una sostanza denominata GRNOPC1, ricavata, appunto, da cellule staminali embrionali, progenitrici degli oligodendrociti. Obiettivo dell’esperimento sarebbe quello di riparare le lesioni della spina dorsale, ripristinando la piena funzionalità delle connessioni nervose.
In realtà, se si ha la pazienza di dare un’occhiata al sito web della Geron Corporation - la società biotech californiana autorizzata alla sperimentazione - e di leggere il clinical program sul GRNOPC1, si può agevolmente comprendere come lo scopo principale della ricerca sia verificare la sicurezza della tecnica, prima ancora che la sua efficacia. Le cautele, anche di ordine legale, e le prescrizioni imposte ai protocolli sono tali e tante da vanificare, di fatto, la portata sensazionalistica con cui è stato annunciato un esperimento, che, peraltro, è tutto ancora da eseguire.
Anzi, a questo proposito, si è pure aggiunta una punta di macabro cinismo. Poiché, infatti, la sperimentazione non può essere effettuata oltre la seconda settimana da un evento traumatico alla spina dorsale, i ricercatori della Geron stanno ansiosamente attendendo - come impazienti avvoltoi - la prima vittima di qualche grave incidente, disponibile e sottoporsi ai loro test.
Altri aspetti, comunque, appaiono inquietanti in questa vicenda. Nel 2009 una precedente autorizzazione rilasciata alla stessa Geron Corporation per eseguire test del GRNOPC1 sui topi è stata successivamente revocata perché gli animali presentavano delle cisti sospette. Non si ha certezza scientifica che il problema sia stato risolto e che non si ripresenterà, quindi, sulle cavie umane. Nel frattempo, però, anche le proteste degli animalisti sono state superate, perché si è passati dai topi agli esseri umani.
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