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mercoledì 8 settembre 2010
Preti e gelati. Quale può essere il nesso tra questi due elementi, a parte il legittimo e innocente piacere di assaporare un sorbetto da parte di un religioso? A rendere letteralmente strano il connubio ci pensa l’ennesimo attacco alla Chiesa cattolica sul filone ossessivo dei preti gay.
Questa volta si tratta di una pubblicità. L’immagine maliziosa, diffusa in Gran Bretagna, è quella di due sacerdoti che stanno per baciarsi, accanto alla scritta: «Noi crediamo nella salivazione». L’elemento irriverente e sacrilego sta nel pessimo gioco di parole tra “salvation”, l’opera di salvazione dell’anima, e “salivation”, la secrezione di saliva, chiara allusione ad un French kiss. Con l’aggiunta di una sola vocale sono riusciti a trasformare la provocazione in profanazione.
A commissionare l’offensiva reclame è stata la società londinese che ha reso celebre il gelato italiano nel Regno Unito. Si tratta, infatti, della Antonio Federici’s Gelato Italiano, premiata ditta che da oltre cento anni (1896) confeziona il celebre manufatto dolciario che pare sia stato inventato dagli arabi quando scoprirono, durante l’occupazione della Sicilia nel IX secolo, le neviere iblee.
Sulla qualità dei prodotti della ditta londinese non v’è nulla da ridire, visto che ha persino ottenuto il primo premio per il “miglior gelato del mondo” dall’International Ice Cream Consortium (IICC) nel 2009. Sul buon gusto dell’iniziativa pubblicitaria, invece, da dire ve n’è molto.
Come era prevedibile, l’empia reclame ha suscitato una veemente protesta da parte di consumatori cattolici, i quali si sono rivolti alla Advertising Standards Authority (ASA), l’ente che vigila sulla correttezza e liceità della comunicazione pubblicitaria. La provocatoria iniziativa commerciale, infatti, non può essere archiviata come una semplice caduta di stile, per quanto discutibile e di dubbio gusto. Lo dimostrano, tra l’altro, le parole di Matt O’Connor, direttore creativo dell’azienda, che nel difendere l’operazione di marketing, si è appellato espressamente all’indignazione che regna nell’opinione pubblica britannica sull’omosessualità dei preti cattolici. O’Connor, confidando nell’influenza della potente lobby gay, è arrivato a sfidare l’ASA con un provocatorio auspicio: «Ben vengano le indagini».
L’azienda è convinta, infatti, che quella pubblicità, se può far indignare qualche retrivo bigotto, in realtà «celebrates homosexuality», e inoltre «fa espresso riferimento al recente episodio dei tre preti scoperti a frequentare night club riservati ai gay». In nome della sacra laicità, i responsabili marketing della Antonio Federici’s Gelato Italiano sono arrivati addirittura a mettere in discussione il potere di decisione dell’ASA sul caso, in quando, a detta degli stessi responsabili, tale ente non può arrogarsi il ruolo di «moral guardian». Questo sì che sarebbe un sacrilegio della politically corectness.
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Il clima sociale e culturale in Gran Bretagna è certamente difficile per i cristiani e i cattolici. "se questi sono i cattolici.." si chiede un lettore. Beh, cattolici deformati; se per questo ne abbiamo anche in Italia. Questo polverone mediatico-pubblicitario ci aiuta a cogliere l'importanza della visita del Santo Padre: gli effetti si misureranno magari nei decenni, ma è un evento di rifondazione, di nuovo innesto, del cattolicesimo. Proprio presso un popolo e un regno che, in età medievale, se non mi sbaglio era noto come "feudo di Maria".
Il 6 settembre, sul sito www.catholicnewsagency.com compariva la requisitoria dell'arcivescovo di Edimburgo, il Card. Keith O' Brien, contro la sistematica e scandalosa parzialità anticristiana della BBC, che trasmetterà un documentario contro Benedetto XVI accusandolo di aver coperto i preti pedofili, giusto il 15 settembre, il giorno prima del suo arrivo in Inghilterra. Da notare che l'autore del documentario "Benedict - the Trials of a Pope" è Mark Dowd, omosessuale ex frate domenicano, e che il direttore generale della BBC è è Mark Thompson, un cattolico educato dai gesuiti. Se questi sono i cattolici, dagli altri cosa ci dobbiamo aspettare?
"Che vuoi che ti dica, Kristin? Il mondo è così da quando Adamo ed Eva hanno assaggiato il frutto dell’albero famoso: che ci posso io se noi tutti nasciamo col peccato nell’animo?" "E’ semplicemente vergognoso quel che vai dicendo". Erlend sembrò perdere la pazienza: "Smettila Kristin! Lo sai benissimo ch’io non ho mai esitato a confessare e ad espiare le mie colpe. Non sono un baciapile però: troppe cose ho viste da fanciullo e da giovane! Mia padre era un buon amico dei grandi della capitale: bisognava vedere come quei porci in grigio circolavano per la nostra casa! (…) Con loro entrarono in casa liti ed intrighi. Si dimostrarono spietati e crudeli persino col vescovo che si vergognava di loro: proprio essi, che tenevano in mano ogni giorno le cose più sacre e che sollevavano Dio stesso sotto specie di vino e pane durante la santa messa!" "Non sta a noi di giudicare e condannare i preti. Mio padre diceva spesso che era nostro dovere di seguirli, la loro vita mondana essendo sottoposta al giudizio del Signore Onnipossente". S.Undset, 'Kristin figlia di Lavrans', RCS Libri, Milano, pag. 473.
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