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AVATAR/ Dietro il successo di Cameron? C'è Gollum...

martedì 26 gennaio 2010

I numeri parlano chiaro: a fronte di spese per circa 240 milioni di dollari, Avatar di James Cameron, a un mese e mezzo dall’uscita mondiale, finora ne ha incassati circa un miliardo e mezzo; di questi, più di 500 milioni solo negli Stati Uniti e quasi 10 milioni di euro in Italia (dove è uscito a un mese di distanza dagli USA) nel solo primo fine settimana.


Tutto ciò, oltre a rendere indubbiamente molto soddisfatti il regista e la 20th Century Fox che ha prodotto il film, conferma la tendenza del cinema contemporaneo, che vede nel 3D un vero e proprio filone aurifero dai confini ancora tutti da esplorare. Lo stesso entusiasmo sembra aver contagiato anche gli esercenti: nonostante attrezzare una sala italiana con la proiezione digitale in 3D richieda un investimento vicino ai 100.000 Euro, aumenta quotidianamente il numero di cinema che offrono questo tipo di visione.


D’altra parte, tornando ad Avatar, basta paragonare in questi giorni la disponibilità di posti nelle sale che effettuano la proiezione 3D con quella tradizionale, per capire che il prezzo maggiorato (in genere di 2,50 Euro) non spaventa il pubblico, specie se di genitori con figli al seguito. Da questo punto di vista, Avatar è certamente una pietra di paragone per chi deciderà di utilizzare le riprese tridimensionali: i film 3D usciti finora, per quanto vividi, sembrano solo delle prove, dei tentativi, rispetto alla completezza della visione e allo sfruttamento delle potenzialità dimostrate da James Cameron.


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