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JUVENTUS/ Marocchino: la fiducia a Ranieri è un segnale per i malumori dello spogliatoio

DOMENICO MAROCCHINO fa il punto sulla situazione dei bianconeri. La causa dei problemi? Forse un atteggiamento troppo offensivo. Ranieri ha la fiducia della società ma non quella di tutti i giocatori

Ranieri_Delpiero_R375_14ott08_phixr.jpg (Foto)

Dove sta andando la Juve? Abbiamo intervistato in esclusiva Domenico Marocchino, ex giocatore bianconero e oggi volto televisivo. La causa dei problemi bianconeri? Forse secondo Marocchino un atteggiamento troppo offensivo che ha sbilanciato la difesa. Dalla società continuano ad arrivare attestati di stima a Ranieri, ma i giocatori non sembrano dello stesso parere. Si respira un clima teso, forse la sosta capita al momento opportuno. Certo la Juve al completo può competere con ogni squadra. La lista degli infortuni è, però, ancora lunga.

Prima Cobolli, poi Blanc, Secco e, infine, Elkann. Si sprecano gli attestati di stima a Ranieri. Non bastava, forse, quello del presidente?

Non so, questo mi fa pensare che probabilmente l’allenatore in questo frangente ha bisogno dell’appoggio della società. Con questo modo di fare la dirigenza ha preso una decisione forte e ha dato un segnale forte.

Lo spogliatoio, quindi, non segue Ranieri?

Potrebbe essere un segnale per lo spogliatoio. Bisogna anche vedere se sono risposte a delle domande specifiche.

Resta, però, il fatto che la vecchia guardia non sembra proprio allineata con Ranieri...

Quando ci sono i periodi di passaggio, di transizione da un gruppo all’altro è normale che possano nascere delle difficoltà tra la vecchia guardia e i giovani. Quest’anno poi la Champions League richiedeva una rosa più ampia e l’allenatore è costretto a fare delle rotazioni. All’interno dello spogliatoio c’è sicuramente qualche piccolo attrito.

E se Del Piero e Nedved fossero risparmiati in campionato per la Champions?

No, più giocano e più sono contenti. Entrambi stanno mettendo in mostra una buona condizione atletica e un forte impegno, sono mancati solo i gol.

La sosta è capitata al momento giusto.

Sì, la Juve dovrà affrontare un mese molto intenso con gare ogni tre giorni. Certo, se penso a Del Piero, può essere normale che sia dispiaciuto per una sostituzione, ma purtroppo i molti impegni richiedono anche delle scelte. La pausa permette di fare quadrato, anche se mancano i nazionali.

Cosa non funziona?

Nel calcio ci sta anche l’errore del singolo e la sfortuna, come nel match con il Catania. Poi quando tutto va per il verso sbagliato e giochi ogni tre giorni si crea una sorta di effetto domino. Nelle ultime due gare Ranieri è andato un po’ in tilt... Non ha cambiato modulo tattico, ma la filosofia di gioco. Fino all’anno scorso la Juve si appoggiava alla difesa e da lì ripartiva, adesso ha un atteggiamento più spregiudicato che però per il momento non ha dato frutti: una maggiore propensione alla fase offensiva ha sbilanciato la difesa. Ci sono, però, alcune sottolineature da fare.

Proviamo a indovinare...La prima è sulla rosa.

Sì, l’Inter ha la fortuna di avere venti giocatori sullo stesso livello, la Juve, invece, ha undici titolari e qualche buona alternativa. La Juve del resto non ha mecenati e deve fare attenzione al bilancio, ma non dimentichiamoci che anche nell’era Moggi aveva gli stessi problemi da affrontare.

L’anno in B ha ridotto il fascino della Vecchia Signora?

Certamente ha perso il fascino nei confronti di quei giocatori di prima fascia e poi non ha il potere d’acquisto di Inter e Milan. Solitamente si dice che è meglio comprare poco ma bene, la Juve quest’anno aveva però l’esigenza di arricchire la rosa in vista della Champions. Comprare ad esempio Robinho non avrebbe avuto senso perchè con un solo giocatore avresti speso tutto il budget a disposizione. Ecco allora che sono arrivati degli ottimi giocatori, ma che non fanno fare la differenza.

Cosa pensa di Poulsen?

Il danese è stato comprato per sfruttare la Juve a trazione offensiva. L’idea era giusta, la pratica non sta dando i risultati sperati. Nulla toglie però che i risultati siano condizionati dagli infortuni.

Trezeguet e Buffon su tutti?

Il centravanti e il portiere rivestono un ruolo primario. Il francese avrebbe già fatto un paio di gol. La loro assenza abbassa di circa un 20% il rendimento della squadra. Lo stesso discorso vale per la Roma con Totti. Poi non dimenticherei due fonti di gioco, cioè Camoranesi e Zanetti.

Possono essere fondamentali per il centrocampo.

Camoranesi deve giocare da esterno e sfruttare la sua capacità di saltare l’uomo, Zanetti può dare un grosso contributo alla manovra.

Quale può essere il futuro della Juve?

La Juve al completo può affrontare qualsiasi squadra e soprattutto in Champions potrebbe sfruttare dopo il primo turno le gare secche, certo al momento la lista degli infortunati è lunga.

(Luciano Zanardini)

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