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MILAN/ Abbiati il "fascista"contestato a Zurigo: «non mi tocca»

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«Boia chi molla»sembrava urlare Seedorf qualche settimana fa, richiamando dopo la sconfitta in amichevole contro il Lugano alcuni colleghi rossoneri colpevoli di poca dedizione alla squadra. E sembra che qualcuno l'abbia preso in parola visto l'outing fatto dal compagno, ci scusi il termine, Abbiati e il suo appello affinchè il fascismo non venga considerato un tabù: «del fascismo condivido ideali come la Patria e i valori della religione cattolica, mi piace la capacità che aveva di assicurare l’ordine, garantendo la sicurezza dei cittadini».

 

Il portiere rossonero aveva poi precisato di non condividere alcuni dettagli come l’alleanza con Hitler e l’entrata in guerra. Insomma, come sostenere che non è vero che Ronaldo sia finito, se gli togli 30 kg di troppo, due ginocchia frantumate e la birra dalla mano, è ancora un ottimo giocatore. Pare comunque che ad alcuni zelanti la precisazione non sia bastata: ieri durante l'allenamento in preparazione della gara di stasera contro lo Zurigo, un piccolo gruppo di ragazzi non identificati (ma si suppone si trattasse di ultrà del club, la cui tifoseria è ideologicamente di sinistra) lo ha insultato pesantemente ed esposto uno striscione recante la scritta: "Zurigo ricorda le vittime del fascismo. Abbiati bastardo".

 

Nello stadio deserto gli insulti si sono distinti chiaramente, ed è evidente che si è trattato di un blitz organizzato e studiato dal momento che il Letzigrund era chiuso al pubblico. Chissà se stasera Abbiati, tendendo la mano destra per parare, ripenserà all'accaduto. Per ora si è limitato a commentare: «Questo episodio non mi tocca minimamente». Dettagli.



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