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JUVENTUS/ Del Piero raccontato da Cuccureddu, l'uomo che lo portò in bianconero

Pubblicazione:giovedì 13 novembre 2008

Cuccureddu_R375_13nov08.jpg (Foto)

Cuccureddu, allora allenatore della Primavera bianconera, convinse il presidente Boniperti ad acquistare il giovane Alessandro Del Piero dal Padova. La Juve vinse la concorrenza con il Milan grazie all’intervento di Piero Aggradi, direttore sportivo della squadra patavina ed ex giocatore bianconero.

 

L’esperienza di Alessandro Del Piero con la maglia bianconera iniziò, pur giocando anche in prima squadra con Trapattoni, con uno scudetto Primavera e un Torneo di Viareggio nella stagione 1993-94. «Erano anni – sottolinea Antonello Cuccureddu, allenatore di quella Juve Primavera – che la Juve non si imponeva a livello giovanile. Ricordo molto bene quell’annata, il cui apporto del giovane Del Piero fu importante, nonostante fosse già inserito con la prima squadra». I più longevi ricordano Antonello Cuccureddu da giocatore come una bandiera bianconera: terzino, mediano, mezz’ala, giocatore eclettico, alla Juventus era arrivato nella stagione 1969-70. Con la maglia bianconera vinse in dodici anni sei scudetti, una Coppa Italia ed una Coppa Uefa, totalizzando 434 presenze con 39 gol. Alla Juve rientrò agli inizi degli anni Novanta come allenatore della squadra “Primavera”, con la quale vinse il prestigioso Torneo di Viareggio e lanciò alcuni giovani promettenti, come Cammarata, Dal Canto, Manfredini, Binotto, Squizzi e, soprattutto, Alessandro Del Piero. Alex Del Piero lo scorso 9 novembre ha compiuto 34 anni, ma non ha perso il vizio di mettere la palla in fondo alla rete degli avversari. Sta vivendo un momento magico, al quale contribuisce una grande serenità mentale, serenità raggiunta anche nell’ambito famigliare con l’affetto della moglie e del figlio. E pensare che arrivò alla Juve dopo un lungo tira molla tra la società bianconera e il Milan. Decisiva fu la presa di posizione di Piero Aggradi, che da direttore sportivo del Padova, aveva scoperto Alex nel 1991. Poco più che sedicenne Del Piero fu lanciato nella prima squadra veneta da Mauro Sandreani, oggi osservatore del settore bianconero. Fu proprio Antonello Cuccureddu a convincere il presidente Boniperti a un esborso non indifferente per prelevare il giovanissimo talento dal Padova: «Andai a vedere Del Piero – conferma Cuccureddu – quando ancora giocava nella formazione Allievi. Si vide subito che era molto valido. In quell’occasione la Juve acquisto anche Sartor. L’esborso economico? Sì, fu importante, ma quando si intravede il talento non ci sono problemi». Alla porta di Del Piero aveva bussato, però, anche il Milan. «Il ds del Padova Piero Aggradi aveva giocato nella Juve e, quindi, aveva mantenuto un bel rapporto con i bianconeri». Fu così che Aggradi assecondò le volontà del giocatore di trasferirsi a Torino. Nella prima stagione giocata part-time tra la prima squadra e la formazione Primavera, Del Piero si tolse parecchi soddisfazioni soprattutto fra i più giovani. «Eravamo una bella squadra con molti veneti. Con noi c’erano Binotto, Manfredini, Dal Canto, Milanetto». E il primo Del Piero che caratteristiche aveva? «Aveva grandi qualità tecniche, certo non era così prestante fisicamente. Ha sempre giocato da attaccante: utilizzavo due punte e il suo compagno di reparto era Cammarata. A Del Piero non bisogna dare dei compiti tattici». Qual è suo il colpo migliore? «È un giocatore completo, un fuoriclasse capace di fare tutto. Sta tirando delle grandi punizioni». Ieri come oggi era un leader silenzioso, quelli che alzano la voce solo nella necessità. «Alessandro era ed è un ragazzo tranquillo, educato e rispettoso. Con l’esperienza e con l’età ha acquisito anche un certo peso all’interno dello spogliatoio. I ragazzi gli volevano bene. Non serve gridare per farsi stimare». E in nazionale potrebbe ancora portare il suo contributo? «Si, potrebbe essere utile».

 

(Luciano Zanardini)



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