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JUVENTUS/ Cassano e Rossi, ecco il made in Italy bianconero

Pubblicazione:venerdì 28 novembre 2008

Rossi&GiovincoR375_28nov08.JPG (Foto)

Ok Del Piero, ok Chiellini e Molinaro. Buffon e Iaquinta quando giocano, così così Camoranesi ed Amauri. Non sono le pagelle dell’ultima partita della Juve, ma una panoramica sulla Juventus formato Italia. Una Juventus che, per quanto riguarda la componente di italiani nel suo organico, non è messa poi così male, specie se a confronto con altre realtà tipo quella di casa Inter, dove l’elemento straniero è assoluto padrone, ma che ha comunque in testa di diventare sempre più azzurra. Il made in Italy è sempre stato il vanto di Agnelli e oggi lo è di chi ha raccolto la sua eredità e la sua filosofia. John Elkan vuole rinvigorire l’anima italiana della Vecchia Signora puntando su un mercato che cercherà di abbinare la qualità alla valorizzazione dei talenti del Belpaese.

 

Ecco allora che, se da una parte le voci di mercato parlano di Diego o Schweinsteiger come futuri acquisti bianconeri, dall’altra le strategie di corso Galileo Ferraris potrebbero portare altrove. Ad Udine, ad esempio, dove piace sempre di più l’italianissimo Gaetano D’Agostino, centrocampista classe ’82 entrato da poco nell’orbita della nazionale maggiore e alternativa ideale ad Aquilani, cercato insistentemente durante l’estate. Il sogno proibito rimane quello di portare a Torino Antonio Cassano, coetaneo del centrocampista, da sempre accostato alla Juve: per lui potrebbe esserci un futuro da erede di Del Piero, che vuole giocare ancora ma che non potrà farlo per sempre. E’vero, in casa c’è già Sebastian Giovinco, ma non è detto che sia un male per la Formica Atomica crescere seguendo da vicino i movimenti di Fantantonio, oltre che di Alex.

 

Un tentativo verrà invece scuramente fatto per provare a  riportare in patria Giuseppe Rossi, 21enne del Villareal, lasciato scappare oltre i confini con troppa facilità dopo la breve (e di altissimo livello) parentesi a Parma. Rossi rappresenta proprio l’esempio di quello che la nuova mentalità bianconera vuole evitare, ovvero che i nostri campioni non solo espatrino ma addirittura vengano coltivati all’estero andando a rinforzare i vivai europei invece che i nostri. Un danno, oltre che dal punto di vista calcistico, sotto il profilo economico dato che quegli stessi baby fenomeni cresciuti in giro per l'Europa tornano da campioni affermati in Italia dove vengono pagati a peso d'oro, andando anche a rimpolpare le casse degli altri club.



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