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MILAN/ Sheva, avvio di stagione da dimenticare: l'anno scorso al Chelsea giocò e segnò di più

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Tornare a casa senza mai sedersi a tavola coi propri familiari. E' quello che sta succedendo ad Andriy Shevchenko, eroe di sette stagioni da leader al Milan e di un gesto bollato con l'etichetta di "traditore", quel trasferimento a Londra dalle cause ancora misteriose, poi pagato a caro prezzo. Perchè le statistiche dei due anni passati al Chelsea parlano di 47 apparizioni e 9 gol (contro i 127 siglati in rossonero e i 60, in cinque anni, a Kiev) e soprattutto di un giocatore arrivato alla corte di Mourinho come un fuoriclasse e riconsegnato al mittente dopo due stagioni tra la panchina e la tribuna come un vero e proprio flop. Un affare per il Milan, che ha ottenuto il prestito per un giocatore per il quale Abramovich aveva sborsato 45 milioni di euro. Meno per Sheva, che aveva fatto carte false per tornare a casa, in quel Milan che l'aveva reso grande e dove il padrino (che di suo figlio Jordan lo è veramente) Berlusconi gli assicurava l'appoggio di cui necessitava per riprendersi. E invece i dati del suo ritorno dicono 9 gare su 13 disputate, 4 da titolare ma solo 160 minuti in campionato, il tutto farcito da un gol, in Uefa. Pato, Ronaldinho e Boriello si giocano il posto da titolare ogni domenica, a loro si è aggiunto anche il redivivio Inzaghi, che domenica ha spedito l'ucraino in tribuna. Tutti a segno, tranne lui, relegato a ruolo da protagonista solo in campo europeo. L'anno scorso, il peggiore per la carriera dell'attaccante, nelle prime 13 uscite ufficiali dei Blues giocò 430 minuti, partendo 5 volte da titolare e realizzando tre reti. Il ragazzo sembra tranquillo, continua a ripetere che l'importante è la squadra. Non ci è dato di sapere che progetti abbia in mente Ancelotti, che nel giro di due mesi sembra aver trovato il giusto bilanciamento per la sua squadra. Di certo il mister non si farà problemi a continuare questa linea se i frutti ottenuti saranno quelli che sta avendo ora. E per l'ex pallone d'oro si prospettano tempi difficili.



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