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INTER/ Balotelli ai suoi genitori biologici: interessati a me da quando gioco in Serie A

I genitori ghanesi, tornati a farsi vivi solo negli ultimi giorni, criticati duramente dal giocatore, in affido dall'età di due anni

balotelliR375_24set08.jpg (Foto)

Il calcio dei soldi e degli sponsor, il calcio spettacolo, mondo dalle mille luci scintillanti del successo e della celebrità, porta con se, talvolta, storie dal retrogusto amaro. E' quella, ad esempio, di Mario Balotelli, ghanese di nascita ma affidato ad una famiglia italiana dall'età di due anni. Una famiglia che l'ha cresciuto, amato ed educato sostituendo in tutto e per tutto quella biologica. Che oggi torna a farsi viva, suscitando la perplessità del giocatore. Come ilsussidiario.net ha appreso dal suo sito ufficiale, dove senza mezzi termini Super Mario ha messo in chiaro alcune cose che in questa vicenda non gli sono andate proprio giù: «Sono in affido dalla famiglia Balotelli da quando ho 2 anni e ogni due anni l'affido veniva rinnovato sempre con decreto del Tribunale. Qualcuno si è chiesto perché? Perché nessuno ha chiesto ai signori Barwuah, che oggi si fanno fotografare sui giornali con facce tristi e la mia foto con maglia dell'Inter in mano, come mai, una volta che sono guarito, non hanno fatto domanda in Tribunale per riprendermi? E perché per 16 anni, a parte qualche visita all'inizio, grazie alla pazienza di mamma e papà che mi portavano da loro (anche se parecchie volte non si facevano trovare a casa), hanno pensato bene di sparire salvo venire allo scoperto adesso che sono diventato un giocatore di serie A?»

L'accusa è chiara, ma il neroazzurro vuole puntualizzare: «Mi addolora poi che, nonostante la mia richiesta di smetterla, continuino a farsi intervistare sperando di ottenere chissà quale vantaggio e lanciando accuse bugiarde a mamma Silvia e papà Franco. I quali non erano affatto ricchi quando mi hanno accolto, né lo sono oggi. Papà pensionato e mamma casalinga, due persone normalissime e con altri figli. E i quali non hanno mai parlato male dei miei genitori biologici davanti a me (come è stato invece bugiardamente scritto) e a tutt'oggi scelgono il silenzio e il non apparire per un'unica ragione: il mio bene». Per concludere poi, con una frase lapidaria che non lascia spazio ad interpretazioni: «Penso che se non fossi diventato Mario Balotelli, di me ai signori Barwuah non gliene importerebbe nulla».

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COMMENTI
06/11/2008 - Hai ragione, Mario (Giuseppe Crippa)

A me Mario Balotelli non è mai stato molto simpatico: il suo esordio nel calcio che conta contro la Juve in coppa Italia l’anno scorso lo ricordo più per la gomitata a Legrottaglie che per il gol segnato. Ma questa vicenda me lo riavvicina: vedo un ragazzo maturo, che sa riconoscere chi lo ha amato in modo disinteressato. Gli auguro di trovare una giusta misura in tutti i suoi rapporti umani, superando questo momento non facilissimo, che suo malgrado deve gestire in pubblico.