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INTER/ Adriano resterà a Milano per tornare Imperatore

Pubblicazione:martedì 23 dicembre 2008

adrianoR375_23dic08.JPG (Foto)

E’ vero, il futuro di Adriano Leite Riberio è nelle sue mani. E nei suoi piedi. E, soprattutto, nella sua testa, nella sua convinzione di poter riprendersi quel trono dal quale oramai è stato spodestato da troppi anni. Se Adriano deciderà per il Brasile-bis, andando al Flamengo a gennaio, proprio come fece un anno fa col San Paolo, sarà difficile fermarlo. Ma è una strada che difficilmente il carioca, classe ’82, deciderà di intraprendere. E’ vero, l’anno scorso la parentesi verdeoro fu salutare. Ritemprò il fisico e i polmoni di un giocatore dalla condotta non impeccabile. Ma che poi tornò per ripetere i medesimi errori. Insomma, se Adriano scegliesse per l’opzione Brasile, lo farebbe conscio di attuare una scelta definitiva. Niente più ritorno milanese a giugno. E, per un giocatore di 26 anni che per un periodo neanche troppo breve è stato tra i migliori del mondo, fare ritorno nella terra natia per chiudere la carriera ancora lontano dai 30 anni sarebbe impensabile. Insomma Adriano sa che per tornare Imperatore, in Italia e in Europa, deve restare. Deve dimostrare qui di avere le qualità, fisiche e mentali, per riprendersi il suo posto da titolare, in nerazzurro come nelle Selecao, e la sua dignità, il suo onore macchiato da vere, e presunte, “adrianate”.

 

Dall’altra parte c’è l’Inter. C’è Massimo Moratti che vorrebbe tenere il ragazzo all’ombra della Madonnina. Per due motivi, uno nobile e uno meno nobile. Il primo è che il brasiliano, voluto da lui all’Inter nel 2001 e poi, dopo i prestiti a Fiorentina e Parma, riscattato nel 2004, è da sempre un suo pupillo. L’ha sempre coccolato e difeso e il suo addio sarebbe un po’ una sconfitta personale. L’altra motivazione è dettata dalla paura, dal timore di vederlo tornare grande con un’altra maglia. Oltre il danno, la beffa. A questo va aggiunto un terzo problema. Mourinho è un personaggio le cui scelte a volte non sono di immediata lettura, ma che col tempo risultano chiare. Lui non ha mai fatto la guerra ad Adriano, che anzi aveva rilanciato a inizio campionato. Se mai è rimasto scottato da un certo atteggiamento del brasiliano, recepito come mancanza di rispetto nei confronti di chi aveva creduto in lui. Ma è pronto a dargli ancora fiducia, come più volte ha detto, e a prendere le sue difese nel caso venissero dette cose false su di lui, come nel caso della sua ultima esclusione dall’allenamento. Mourinho considera a tutti gli effetti Adriano un suo giocatore è ha detto chiaramente che nel caso partisse sarebbe necessario un rimpiazzo. Crespo troppo vecchio, Balotelli troppo giovane per completare il reparto assieme a Cruz e Ibra. Ma realisticamente gli obiettivi seguiti da via Durini sono di difficile, se non impossibile, realizzazione a breve termine. E l’Inter non può rischiare di iniziare un 2009 così denso di appuntamenti, tra campionato e Champions, con un organico scarno nel suo reparto nevralgico. Quindi è vero, la scelta spetta ad Adriano. Ma le pressioni di Moratti conteranno parecchio. Ecco perché, il 2 gennaio, vedremo nuovamente l’attaccante a Milano.



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