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ESCLUSIVO SAMPDORIA/ Vierchowod: «Il derby più emozionante? Quello perso nell'anno dello scudetto»

PIETRO VIERCHOWOD, lo Zar, a 360 gradi sul derby, sulla "sua" Samp, che l'ha visto come arcigno difensore per 12 stagioni, e sul calcio moderno

samp-R375_051208_phixr.jpg (Foto)

«Il derby della Lanterna più emozionante è stato paradossalmente quello della stagione 1990/1991, quando s’impose il Genoa (1 a 2, reti di Eranio e Branco per il Genoa, Vialli per la Samp, ndr)». Pietro Vierchowod, dodici anni di Samp alle spalle, non ha dubbi sulla sfida più entusiasmante che ha vissuto contro il Genoa: «Sembrerà strano, ma ho un bellissimo ricordo di quella gara che arrivò nell’anno del nostro scudetto. Fu una bellissima partita, giocata a viso aperto da entrambe le squadre». Il derby è capace di sovvertire i pronostici «anche perchè noi eravamo consapevoli di essere molto più forti di loro, ma purtroppo quel match non rientrava nella logica delle cose. Per il pubblico fu comunque una partita spettacolare».

 

Nel corso degli anni la Samp ha confermato più volte la sua supremazia...

 

Ci siamo sempre presentati all’appuntamento da favoriti e più o meno siamo sempre riusciti a vincere. Il paradosso è proprio quello di aver perso la sfida nell’anno dello scudetto.

 

Il Genoa di ieri è difficilmente imitabile, basti pensare ai vari Aguilera, Eranio, Skuhravy e Branco, solo per citare alcuni nomi...

 

Sì, effettivamente il Genoa aveva fior di giocatori ed era molto competitivo. Alla fine arrivò quarto.

 

E nel posticipo di domenica? I grifoni sembrano avere una marcia in più rispetto ai blucerchiati..

 

Il Genoa sulla carta ha qualche chances in più, ma non dimentichiamo che il derby può sfuggire anche a ogni logica e permettere di ritrovare risorse finora inutilizzate.

 

La Samp, vista anche la figuraccia in Coppa Uefa, non è in un buon momento di forma.

 

La Coppa non fa testo. Gli uomini di Mazzarri avevano sicuramente la testa alla gara di domenica sera con il Genoa: sanno benissimo che quella gara può risolvere i problemi di un’intera annata. Saranno sicuramente più concentrati.

 

Non sempre, però, i grandi campioni riescono ad incidere in queste gare.

 

Mancini era quello che sentiva la gara più di tutti e spesso il suo rendimento non era all’altezza delle altre prestazioni.

 

E oggi qual è l’occupazione principale dello Zar Pietro?

 

Faccio l’opinionista per la Rai a Stadio Sprint, sono senza squadra, ma mi piacerebbe rientrare come allenatore. Da tecnico sono stato un po’ sfortunato con i presidenti.

 

Sarebbe disposto a subentrare in corsa?

 

Perchè no, dipende dalla situazione

 

E se chiamasse la Samp?

 

Dodici anni non si possono dimenticare facilmente, sarei ben felice

 


Per vent’anni ha marcato e ha lottato, sempre con estrema correttezza, con i grandi attaccanti (Gullit, Van Basten, Völler, Careca) senza soccombere, anzi mettendo in mostra le sue doti principali, la forza fisica e la velocità. Ma il Vierchowod di oggi, opinionista, ha individuato un piccolo erede o la ricerca appare difficile?

 

La differenza fondamentale è che noi sapevamo marcare. I difensori di oggi partecipano sì alla manovra, ma sono modesti: non sanno marcare. Non abbiamo più a disposizione una generazione di difensori, portieri e registi.
 

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