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CALCIOMERCATO/ Tra Diego e la Juve l'ostacolo è Ranieri

L'allenatore bianconero non gradirebbe l'arrivo del brasiliano, incompatibile con il 4-4-2

diego_champions_R375x255_05nov08.jpg(Foto)

Tra Diego e la Juve si frappone un ostacolo che non è di carattere economico. Non è la volontà del giocatore, che ha già da tempo fatto “outing” dichiarando di essere ben felice di arrivare in Italia per vestire la casacca bianconera. E non è nemmeno il Werder che, oramai fuori dalla Champions, sarà costretto a fare cassa privandosi di qualche suo giocatore a partire dal suo gioiello più scintillante. L’ostacolo maggiore per la Juve è la Juve stessa. Nel senso che all’interno dello staff bianconero sembra esserci una divergenza d’opinione riguardo al brasiliano sul quale Secco è in pressing dall’estate scorsa. Chi non è così convinto dell’operazione è proprio Ranieri, che apprezza le doti del giocatore ma che teme che un suo inserimento nell’organico juventino potrebbe sconvolgerne gli equilibri. Il 4-4-2 del tecnico romano porta inevitabilmente a cercare centrocampisti di qualità, abili in fase di copertura e capaci di inserirsi: in tal senso va letto, ad esempio, l’interessamento estivo per Xabi Alonso. Questo,aggiunto al fatto che la Juve non sembra aver mostrato problemi in attacco, avrebbe portato Ranieri a rifiutare l’acquisto del 23enne. Il giocatore rimane comunque un obiettivo di corso Galileo Ferraris che ha ancora un mese per definire la strategia da adottare: solo il 7 gennaio, data di apertura del mercato, si inizierà a capire chi porta i pantaloni in casa Juve.

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COMMENTI
09/12/2008 - Ma quale ostacolo... (Giuseppe Crippa)

Ecco un nuovo articolo sponsorizzato dalla lobby anti Ranieri de Il Sussidiario! A mio avviso la soluzione Diego non è la migliore possibile per la Juve: questo giocatore ha caratteristiche troppo offensive ed inevitabilmente dovrebbe giocare da seconda punta, togliendo spazio a Del Piero. Penso che Ranieri, coerentemente col modulo in cui crede (il classico 4 - 4 -2), vorrà per la prossima stagione avere un giocatore di caratteristiche meno offensive e capace anche di coprire, oltre che di costruire, e non avrà bisogno di imporre le sue idee alla dirigenza, che, a differenza di altre società, sembra saper rispettare l’autonomia dell’allenatore, pur delineandogli margini di manovra economici ben precisi, come è bene che sia in una società per azioni. Non mi aspetto quindi nessun acquisto così pesante a gennaio nel settore di campo nel quale Zanetti tornerà presto a far bene.