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Nando Sanvito: Vi spiego cosa sta succedendo a Milan e Inter

Pubblicazione:martedì 1 aprile 2008

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Milano vince l'assegnazione dell'Expo 2015, eppure sul fronte calcistico qualcosa non gira all'ombra della Madonnina dove Milan e Inter, seppur con un'evidente differenza di risultati, stanno affrontando un periodo difficile: contestazione casalinga da parte dei sostenitori rossoneri, rumors su un futuro cambio di panchina per i nerazzurri. A poche settimane dal derby facciamo il punto della situazione dei due club con Nando Sanvito.

Innanzitutto il Milan. Domenica l'ennesima sconfitta casalinga, i fischi e l'Europa che sembra allontanarsi…

Il Milan sarebbe terz'ultimo considerando i punti fatti in casa ed ora è a rischio anche la zona Uefa. La cosa curiosa è che questo tipo di finale di stagione era stato ampiamente previsto da chi aveva dato una valutazione negativa della campagna acquisti estiva svolta dalla società rossonera. Ad Ancelotti è stato consegnato un undici titolare competitivo, certo, ma con alcuni giocatori chiave un po' avanti negli anni, altri ad alto rischio infortuni e in più senza avere una panchina di valore su cui fare alternanza. Risultato: sono stati spremuti sempre gli stessi e la squadra si è usurata. Quando c'erano di mezzo tre partite in una settimana il filotto è riuscito solo una volta, a cavallo tra gennaio e febbraio. Prima e dopo, mai.

Quindi i problemi del Milan risalgono ad Agosto?

La campagna acquisti di fatto non c'è stata, se non per Pato (impiegabile da gennaio). Le tanto necessarie seconde fila sono arrivate a saldo di altre operazioni: Digao faceva parte del "salario aggiunto" di Kakà, Emerson (di cui erano noti i guai fisici) del pacchetto Pato. Gourcuff è stato confermato sebbene l'allenatore non avesse fiducia nel francese e dunque era prevedibile sarebbe stato poco utilizzato.

La società unica colpevole sul banco degli imputati?

Se mi chiedi se Ancelotti abbia una parte di colpa la mia risposta è "si". Questo allenatore - peraltro molto bravo - non arrivava da Istanbul, cioè da una sconfitta clamorosa. Arrivava invece da un trionfo, quello di Atene. Dunque poteva avere la forza per puntare i piedi, per lo meno su qualche obiettivo minimo. Si sa che la campagna acquisti è sempre frutto di un compromesso tra la società e i desiderata del tecnico. Ribery, Eto'o, Toni erano i nomi fatti da lui. Non sono arrivati, si poteva puntare su qualcun altro. Che abbia avallato di fatto la non-campagna acquisti non lo mette ora al riparo da critiche. Poi è anche vero che ha vinto quello che la società gli aveva chiesto di vincere: Supercoppa europea e Mondiale per club.

Che scenari si profilano dunque?

Non credo che il rafforzamento sul mercato sia legato all'ingresso in Champions. Berlusconi, ritenendosi danneggiato dagli strascichi di Calciopoli, due anni fa scelse di non investire sebbene avesse tra le mani Buffon, Zambrotta e Ibrahimovic. Scelta ripetuta un anno dopo, con la scusa del trionfo di Atene. Se si fosse intervenuti per tempo due anni fa, quando la rosa aveva comunque due anni di meno, si sarebbe potuto arrivare gradualmente ad un rinnovamento, mentre adesso bisogna intervenire pesantemente. Non occorre una "rifondazione", è vero, ma ogni reparto deve essere rafforzato.

Nel dettaglio, qualche ipotesi su come si interverrà sul mercato?

In teoria ci vorrebbero almeno una cinquantina di milioni, ma credo che Berlusconi sia orientato a sfruttare anzitutto la politica dei parametri zero, alla Cesar tanto per intenderci, o dei prestiti gratuiti come nel caso di Shevchenko . E qui si profila uno scontro interno. Ancelotti , appoggiato anche da buona parte dello spogliatoio, si è espresso tra le righe in modo negativo sul ritorno dell'ucraino, dicendo che non sarebbe compatibile con Pato.

Quindi non ritieni fattibile un'operazione-nostalgia col ritorno di Sheva?

Se il Chelsea accetta il prestito in realtà potrebbe profilarsi il ritorno. L'attaccante nell'ultimo periodo, al fine di diminuire il suo valore commerciale e convincere Abramovic a lasciarlo andare alle condizioni volute dal Milan, ha ingigantito guai fisici e dilatato i tempi di recupero, ripiegando sul campionato riserve. In realtà Sheva credo sia più integro e competitivo di quanto abbia fatto vedere negli ultimi mesi. Ancelotti ha fatto il nome di Mario Gomez dello Stoccarda, più compatibile con Pato. Credo che la tifoseria non si accontenti del ritorno di Borriello e Shevchenko, quest'ultimo poi viene definito “traditore”.

Ronaldinho?

Ronaldinho a fronte di una campagna acquisti non entusiasmante potrebbe essere l'asso nella manica che si riserva Berlusconi per incentivare gli abbonamenti. Perchè se il mercato fosse limitato ai nomi appena citati non avrebbe appeal su una tifoseria delusa. Onde evitare di fare al massimo diecimila abbonamenti , Berlusconi potrebbe giocarsi questa carta, visto che il brasiliano sarà lasciato libero dal Barcellona. Sarebbe più una mossa commerciale. Ora come ora Ronaldinho può dare un valore aggiunto ad una squadra che abbia però rafforzato la sua ossatura.

Negli altri reparti invece? Si è fatto il nome, oltre che di Zambrotta, di Flamini.

La situazione sembra abbastanza definita in entrambi i casi. Ci vuole poi un portiere. So che piace Diego Lopez del Villarreal, ma gli spagnoli hanno chiesto 20 milioni.

E per quanto riguarda la panchina?

Dipende da quanta voglia abbia Ancelotti di ripartire. Stavolta sul mercato vorrà avere voce in capitolo e può anche darsi si vada alla rottura. Se poi il valzer delle panchine gli dovesse aprire una porta in Spagna o a Roma, non credo se la farà scappare. In questo caso a Milanello vedo possibile un'accoppiata Donadoni-Costacurta. Non va sottovalutata anche la pista Rijkaard molto vicino al divorzio con il Barça, ma credo che andrà al Chelsea.

Lippi?

Ritengo sia già destinato a tornare in nazionale.
Passiamo ora dall'altra sponda del naviglio e alla temperatura della panchina nerazzurra, alla luce del presunto incontro Moratti-Mourinho. Io credo che la situazione sia ancora abbastanza fluida. Cioè, è vero che Moratti ha preso in considerazione l'ipotesi di affidare all'allenatore portoghese la conduzione della squadra per la prossima stagione. Credo però che questo week-end abbia un po' modificato la situazione.

Come mai?

L'entourage di Mourinho ha strombazzato la notizia di un incontro e accordo tra i due. Guarda caso sono state allertate in particolare una radio portoghese e una spagnola con la quale collaboro, per dare risalto alla notizia soprattutto in Spagna, proprio perché Mourinho aveva un'opzione col Barça che scadeva il 31 marzo. Era infatti avvenuto qualche tempo fa un incontro coi dirigenti del Barcellona, incontro nel quale si erano affrontati anche abbastanza dettagliatamente alcuni punti come la campagna acquisti, lo staff, ecc. Ma le resistenze del presidente Laporta sulla candidatura Mourinho non erano cadute. Figlio della filosofia di Crujff, Laporta considera il portoghese difensore di un tipo di calcio “all'italiana” che non si sposa con la vocazione offensiva e spettacolare del club catalano, da tempo in sintonia con la cultura calcistica olandese.

Quindi questo presunto rendez-vous parigino, e la relativa propaganda fatta dallo staff di Mourinho, sarebbero stati funzionali ad esercitare pressione sulla società blaugrana piuttosto che sull'Inter?

Esattamente. Tanto più che il credito di Rijkaard in questi giorni era arrivato agli sgoccioli. Ma Moratti ci è rimasto male. Ha preteso e ottenuto una smentita ufficiale di Mourinho. Nel frattempo però il presidente nerazzurro è rimasto negativamente impressionato dalla disinvoltura con cui Mourinho strumentalizza la comunicazione, ma soprattutto si è fatto l'idea che per il portoghese l'Inter è una seconda scelta, il suo vero obbiettivo era il Barcellona e si è sentito usato.

Fine del matrimonio Mourinho-Moratti dunque?

Diciamo congelamento. L'entourage del portoghese insiste dicendo che il matrimonio è cosa fatta e mancano solo le pubblicazioni, affidate alla discrezione dell'Inter, ma ho l'impressione che non sia così.

E se il matrimonio non dovesse avvenire cosa potrebbe succedere in via Durini?

Intanto credo che, come ha sempre fatto, Moratti giochi su più tavoli contemporaneamente accarezzando anche altre ipotesi. Una è quella di Prandelli, che gli consentirebbe di recuperare una serie di giocatori che adesso sono irrecuperabili con Mancini. Ad esempio Adriano, giocatore che l'allenatore viola conosce dai tempi del Parma e che con Mancini non troverebbe spazio. Allo stesso tempo Prandelli non avanzerebbe le richieste onerose e di totale autonomia sul mercato che invece avanza Mourinho. Nel frattempo c'è anche Rafa Benitez , molto stimato, ma non può dare risposte fin quando non risulterà chiaro il futuro assetto societario del Liverpool. Credo infine che ci sia anche una quarta candidatura, di cui si è parlato meno, quella di Sven Goran Eriksson, ritenuto molto abile nella gestione dello spogliatoio.

Insomma l'unico dato certo è che Mancini stia preparando le valigie…

Se fosse ricucito il rapporto con lo spogliatoio Mancini potrebbe anche rimanere, ma se dovesse accadere penso sarà più perché le altre alternative non sono andate a buon fine, dunque si ripeterebbe la situazione di due estati fa quando era già stato contattato Capello e la cosa poi non andò in porto perché il peso di Calciopoli consigliò a Moratti di non seguire quella strada.

Dunque l'allenatore è il principale indiziato per i troppi errori di una squadra che, secondo il pensiero comune, era troppo più forte delle altre per non stravincere. Ma, per concludere, siamo sicuri che le cose stiano proprio così?

Se parliamo di rosa nella sua totalità, quella dell'Inter è sicuramente la più attrezzata per reggere l'urto delle tre competizioni poiché i secondi undici dell'Inter sono nettamente più forti dei secondi undici di tutte le altre squadre, credo anche a livello europeo. E questa era anche la valutazione di Moratti. Poi è vero che questa rosa ha una componente soprattutto fisica più che tecnica, un po' come la Juve di Capello, mentre, ad esempio, nell'undici titolare del Milan c'è più tecnica. Ed è quindi vero che nel momento in cui infortuni o problemi fisici indeboliscono lo stato di forma di questa rosa nel momento clou della stagione qualche colpo lo si perde. Ma sulla carta non c'è paragone.



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