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Roma: Soros si arrabbia per i litigi in casa Sensi

Pubblicazione:giovedì 24 aprile 2008

L’affare sulla cessione della Roma sta prendendo la piega di una commedia all’italiana con aspetti drammatici. Da una parte abbiamo un ricco ungherese che vive in America, George Soros, con una potenza economica da fare invidia a numerosi nostri imprenditori. Decide di acquistare la società, offre una cifra intorno ai 250-270 milioni di euro e da garanzie di non smantellare il gruppo dirigente e di avere attenzioni alle tradizioni societarie. Dall’altra la famiglia Sensi, che attraverso note ufficiali, smentisce più volte la trattativa, quando da più parti invece si sanno di incontro ufficiosi tra le parti, tentenna, lascia scorrere il tempo senza segnali determinanti. Intanto Soros si irrita e più volte è sul punto di mollare l’affare. La colpa è dei cattivi consiglieri intorno alla famiglia romana o, come ipotizzato da laromasiamonoi.it, c’è una lite tutta familiare tra le figli di Sensi per questioni prettamente economiche. I soldi sono tanti e sembra che tutti vogliano guadagnarci senza perdere la potenza economica, racchiusa nella cassaforte di famiglia e nell’indotto generato. Adesso però Soros stanco di aspettare, ha dato un ultimatum ufficioso ai legali della società: attende aperture se no arrivederci e tante grazie. Tra l’altro il denaro offerto non sarebbe sufficiente a coprire nemmeno la metà del debito contratto, lontanissimo dalle richieste del gruppo Unicredit, che spinge per una soluzione rapida della cessione, che porterebbe al gruppo bancario denaro e qualche garanzia in più per il futuro della famiglia Sensi.

Qualora dovesse saltare l’accordo le ripercussioni sarebbero disastrose. Vendita inevitabile dei gioielli di famiglia (Mancini, Mexes) con il rischio di mettere sul mercato uomini di provata fede giallorosso come De Rossi o Aquilani. Intanto prosegue sul sito petitiononline.com/soromas/petition.html la petizione in favore di Soros, che è già arrivata a quota 8000 firme. Ora sta tutto nelle mani delle “donne Sensi” e speriamo che da una commedia all’italiana non si arrivi ad una tragedia solo romana.



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