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Soros - Roma: trattativa aperta, lunedì la possibile svolta

Pubblicazione:domenica 27 aprile 2008

Ieri, nel pomeriggio, alcune telefonate private dall'Italia, riferivano a laromasiamnoi.it il ritiro della proposta di acquisto formulata da parte del gruppo USA., cosa che, alla luce dei vari comunicati societari e delle lettere private di neo tifosi romanisti che paventavano “occhiute rapine”, non sarebbe apparsa nemmeno troppo strana. Con buona pace da parte U.S.A. e da parte di chi, a Roma, sta tentando di far prendere la via della fuga al gruppo a stelle e strisce, per non dover giustificare, se mai ce ne fosse data grazia, ai tifosi l’ennesimo rifiuto di una offerta dal sapore di svolta epocale. Raggiunta telefonicamente prima, e per email poi, una voce di livello e ben informata dello staff statunitense che sta trattando l’acquisto della Roma, cadeva dalle nuvole e rafforzava le notizie che ci aveva fornito durante il nostro ultimo colloquio, ovvero che, almeno fino a lunedì, la situazione rimaneva in stallo, con una parte della cordata che spingeva per un ritiro e l’approdo su altri mercati calcistici europei e l’altra, guidata da uni dei figli di Soros, Jonathan, che premeva per una nuova e definitiva offerta come ultimo tentativo.
Di più, la nostra fonte aggiungeva che era al lavoro proprio per questo motivo e ci invitava ad un nuovo contatto per lunedì, non prima di aver confermato, in un colloquiale slang, che la trattativa non è assolutamente chiusa.
“I deny that anything has failed”. Queste sono state le parole usate durante la telefonata e riportate, allo stesso modo, all’interno della mail di conferma.
Alla luce di questa precisazione ed in attesa dell’ennesimo quotidiano comunicato della società – che ancora non ha deciso di metterci la faccia e di parlare direttamente ai suoi primi finanziatori, i tifosi -, l’unica cosa da fare è aspettare e sperare che, quella che ormai è chiaro a tutti essere solamente una questione di soldi da parte di entrambe le parti (ma soprattutto sulle sponde del Tevere), non si trasformi nell’ennesima e stucchevole commedia dei sentimenti, giocata unicamente sulla pelle dei tifosi. Tifosi che sono le uniche e vere vittime di un gioco che, dalle parti dell’Aurelia, stanno facendo, senza tenere conto delle eventuali ricadute sul versante puramente economico legato agli abbonamenti stadio e delle varie piattaforme tv, con una pesante ripercussione anche in termini di introiti da merchandising. (fonte laromasiamonoi.it)



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