BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Calcio e altri Sport

GIRO D'ITALIA/ Allo sprint Cavendish vince una tappa senza emozioni. Da domani si fa sul serio

Vince Cavendish allo sprint in una tappa senza emozioni. Rosa sempre a Visconti

Visconti-maglia-rosa_FN1.jpeg(Foto)

Volatona si prospettava e volatona è stata. Ha vinto Cavendish, secondo Bennati, poi Fernandez, Zabel, Dean e Lorenzetto. Bennati è rimasto all’aria presto e Cavendish ha vinto facile rilanciando negli ultimi metri la bici per una vittoria finale netta. Tappa noiosissima, pianeggiante e sonnacchiosa, che si esalta solo nel budello di transenne e ragazzi urlanti di Cittadella. Tappa movimentata all’inizio dai molti tentativi di fuoriuscita dal gruppo: i corridori vanno a tutta e nelle prime 2 ore la media è molto alta, 45km/h. Poi, anche oggi, riesce ad andare via in fuga un uomo della “nazionale” basca dell’Euskaltel-Euskadi, ossia Agirre (il quale oggi compie 27 anni), in compagnia del francese della Cofidis, Buffaz. E allora la corsa si addormenta. Vantaggio massimo dei 2 di 8’30” in località Torretta. Il gruppo tiene i fuggitivi a bagnomaria, senza impiccarsi per andarli a riprendere, e via via i due perdono vantaggio, fino a essere ripresi. Quindi il mini-thriller. Ai meno 5 il gruppo si spezza. Riccò, Visconti e Contador stanno dietro, Di Luca, Simoni, Kloeden e Nibali si trovano nella parte davanti, guadagnando 13” sul secondo troncone. Infine il volatone e la vittoria del giovane britannico Cavendish. Domani si riparte con Sella in Verde, Bennati in Ciclamino e Visconti in Rosa.

Già il fatto che mi sia soffermato sull’inutile dettaglio che oggi è il compleanno di Agirre fa capire che oggi non è successo nulla. Allora continuo con questa raffica di dettagli secondari: si è passati da Legnago, città del mitico Quadrilatero che imparammo alle scuole medie. Al traguardo EXPO2015 di Montagnana sprint tra i due fuggitivi e vittoria di Buffaz, terzo Bennati che regola il gruppo (si tratta di punti preziosi per la Maglia Ciclamino). A Vo si nota una tribuna montata dal comune in mezzo alla piazza: spettacolo per i paesani e per i Girini osannati da uno stadio. Sempre a Vo un produttore locale mette in palio 500 bottiglie di vino per il vincitore di un improvvisato traguardo volante, del quale i due fuggitivi nemmeno si accorgono. Fantastiche le alte mura trecentesche di Montagnana; un vero e proprio gioiellino Cittadella. Il Veneto ha messo in mostra alcune sue bellezze poco conosciute. Oggi c’è stato posto anche per le “visite parenti” di Emanuele Sella e del veterano Fabio Baldato, prossimo al ritiro. All’arrivo si segnala un nutrito gruppo di tifosi di Bruseghin adornati da cappellino con lunghe orecchie d’asino.

Da domani si fa sul serio. Partenza da Verona, salita nelle terre di Cunego e dell’olimpionica Paola Pezzo, si scollina a Cerro Veronese e poi si risale verso i 900 e più metri di Fosse. Picchiata tortuosa e impegnativa sulla Val Lagarina, si passa l’Adige, lo si risale dalla costa destra, toccando Avio e Mori, evitando Rovereto e ripassando il fiume poco prima di Trento per scalare la salita di Vigolo Vattaro, ai piedi del monte Pasubio. Queste tre salite, a tratti anche impegnative, non assegneranno punti per il GPM, ma di sicuro faranno scatenare una fuga, perché i corridori stanno scalpitando ed oggi è un’occasione ghiotta per provare a cogliere la fuga buona. Discesa e falsopiano porteranno i girini a Borgo Valsugana, nelle terre di De Gasperi, si svolterà a sinistra imboccando naso all’insù la valle del Rio Maso. Salita facile per una dozzina di chilometri all’ombra del Lagorai, poi svolta a destra per gli ultimi 6 km durissimi: tornanti e controtornanti, pendenze mai sotto il 9%, e tanto spazio per graffiare. Non credo però che tra i big succederà qualcosa: magari si attaccheranno tra loro, ma il problema, per gli eventuali attaccanti, è la lunga e facile discesa della Val Cadino, dove si sta bene a ruota e i ventosi km pianeggianti tra Castello e Tesero. In passato ogni velleità di attaccare sul Manghen si è spenta in questa fase. A Tesero i migliori con ogni probabilità si troveranno insieme, svolteranno a sinistra e attaccheranno questo spaghetto tra le montagne che punta dritto verso il cielo. Nemmeno una curva, non un tornante per rifiatare, solo due lunghi rettilinei che tolgono il fiato solo a guardarli. I primi km sono i più facili, tra Tesero e Stava, 250 m di dislivello in 3,5 km. Succederà poco, solo una scrematura. A Stava, conosciuta per la tragedia della diga, si piega un po’ a destra, l’asfalto si impenna, in 4 km si salirà di 500 m: un massacro senza tregua al 12,5% di pendenza media. Lì succederà di tutto. Ci si può piantare, ci si potrà staccare subito per andar su col proprio passo e limitare i danni. Se a Tesero si arriverà stanchi si potranno prendere addirittura dei minuti. Qui hanno vinto nell’ordine Tonkov, Pantani e Simoni. Più che un arrivo, Pampeago è una Hall of Fame: qua non si bluffa, vincono quelli bravi. Per la tappa i miei nomi sono Riccò e Contador, e vedremo se avrò ragione; per la generale Visconti, di sicuro, perderà la Maglia Rosa e con ogni probabilità la vestirà Contador.

© Riproduzione Riservata.