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Calcio e altri Sport

Calcio&Milioni/ Forse leggendo Forbes, la Sensi s'è fatta più furbes

Leggendo (come d'abitudine) la prestigiosa rivista americana Forbes Magazine ci troviamo qualche elemento che può contribuire a spiegare "l'inspiegabile" riottosità di Rosella Sensi a cedere la Roma a Soros

Da oltreoceano arriva un altro tassello da piazzare nel mosaico della vicenda Soros-Roma che, sembra strano, ma va ancora nella direzione proposta a malincuore da ilsussidiario.net, di un "disinnesco" della trattativa americo-romana sulla cessione dell'As Roma per risanare i conti in (profondo) rosso della famiglia Sensi. La prestigiosa rivista Forbes ha stilato una classifica del valore dei maggiori club di calcio mondiali da cui si può trarre qualche interessante suggestione.

Primissimo, ci mancherebbe, un team inglese: il Manchester United dei Cristiano Ronaldo, dei Rooney e di tanti altri campioni, fresco finalista di Champion's e in testa al campionato. Vale 1.800 milioni di dollari (1.167 milioni di euro). Completano il podio Real Madrid e Arsenal (quasi appaiati a 1.285 e 1.200 milioni di dollari), seguiti dal Liverpool a 1050 milioni di dollari e dal Bayern Monaco, fermo - si fa per dire - a 917 milioni di dollari.

E le squadre dell'ex-campionato più bello del mondo dove si piazzano? Al sesto posto il Milan (798 milioni di dollari), al nono la Juventus (510), undicesima la Roma (434) mentre l'Inter (403) si ferma al quattordicesimo posto superata anche dal Tottenham e dall'Olympique Lyonnaise. Insomma la Roma dei giovani del vivaio, degli acquisti in comproprietà, dei tetti di ingaggi e delle cessioni eccellenti vale di più della corazzata mangiascudetti Inter e soprattutto, senza una proprietà in grado di risanare le perdite, ha un rapporto debito/valore del 12% (ben più bassa di Manchester, 60%; Arsenal, 43%; Real Madrid, 27%; Liverpool, 65%). Certo Inter Milan e Juve sono a zero (ma hanno chi ripiana e le prime due non sono quotate), e di contro c'è da dire che nei dati sono compresi gli indebitamenti dovuti alla costruzione e alla gestione degli stadi di proprietà (leggi investimenti).

Ma la vera chicca la troviamo nella colonna dei ricavi: primo fra le italiane il Milan (54 milioni di dollari) che però, seguendo la linea Galliani, per continuare a stare su queste cifre dovrebbe vincere Champion's e Intercontinentale almeno una volta ogni due anni (cosa che non sempre potrà riuscire alla squadra più titolata del mondo); la Roma si piazza seconda a 48 milioni di dollari mentre Juve e Inter sono staccatissime (35 e 21 milioni).

Allora, la domanda si ripropone spontanea: Rosella Sensi può vendere a meno di 280 milioni di euro la Roma? E conviene privarsi di una azienda che ha una tale solidità patrimoniale e che potrebbe valere molto di più con lo stadio di proprietà, con il merchandising, e - magari - arrivando a vincere qualcosa di importante in Europa? Le banche stanno premendo, certo, ma premono per avere soldi, non perchè si arrivi dalla cessione della AS Roma. Tutto ci riporta lì. Al piano "B" e al porto di Civitavecchia. A un'alternativa che, se c'è, spiega tutto. Anche il fatto che Rossella, magari dopo aver letto Forbes, si metta a far la furbes...

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COMMENTI
06/05/2008 - Certo! (Langani Spartaco)

Grazie, ma il mio commento andava oltre l'interesse dei tifosi. Volevo dire che da un punto di vista strettamente finanziario, questo è il momento ideale per vendere la Roma e ricavare il massimo, magari facendosi pagare pure la possibilità di fare lo stadio di proprietà (che in realtà non si farà mai, come chiunque conosca la realtà urbsnistica di Roma sa bene). Dico questo perché ora il valore della Roma è al massimo, mentre i terzi, quarti, quinti posti delle prossime stagioni lo ridimensioneranno tantissimo. E si ridimensioneranno anche i ricavi: non si può in alcun modo estrapolare l'andamento degli ultimi 2 anni e proiettarlo identico nei prossimi, dal momento che stanno svanendo gli effetti di calciopoli e la Roma tornerà sotto Juventus e Milan. Arrivando quarti, ci saranno meno merchandising, meno abbonamenti TV, meno premi Sky e la redditività tornerà in linea con gli investimenti che il gruppo italpetroli può permettersi, cioè insufficiente per tenere realisticamente in piedi qualsiasi piano B. Per convincersene basta pensare a cosa sarebbe acacduto senza calciopoli: nel 2005-2006 la roma arrivò quinta, per cui nel 2006-2007 non avrebbe fatto la champions ed il quarto di finale col manchester (con relativi mancati introiti, ridotto merchandising e conseguenti ridotte disponibilità finanziarie sul mercato), nel 2006-2007 juventus e milan sarebbero rimaste superiori e forse pure la fiorentina (champions in forse e anche qui mancati introiti) e così pure quest'anno...

 
05/05/2008 - Non sarei così d'accordo (Langani Spartaco)

La buona posizione della Roma nella classifica di Forbes è palesemente influenzata da circostanze eccezionali, ovvero dalla (passeggera) crisi generazionale del milan e soprattutto da calciopoli, che le hanno consentito di conquistare tre secondi posti consecutivi nonostante politiche di risparmio e campagne acquisti oculate, ma inadatte per vincere scudetti o coppe europee. Di qui la straordinaria redditività (buoni risultati, poche spese). Ma tutti sappiamo che la festa (anche mia: sono romanista) è destinata a finire: la Roma fra politiche di risparmio, scarse disponibilità economiche sul mercato e tetto salariale non farà grandi acquisti, mentre la juventus si rafforzerà tanto da colmare facilmente il gap di 7 punti e finirà certamente sopra, l'inter resterà più forte, il milan si ricostruirà e sarà almeno alla pari e la fiorentina comincerà a raccogliere i frutti dell'investimento sui giovani e si avvicinerà (anche se probabilmente resterà sotto). In europa cambierà poco e la Roma resterà squadra da quarti di finale (se riesce a compiere qualche nuova impresa negli ottavi, altrimenti uscirà prima). Insomma, l'epoca dei profitti e della redditività sta per finire. Fra 12 mesi, senza secondo posto e senza lotta per lo scudetto caleranno gli introiti, per la champions ci saranno (se tutto va bene) i preliminari con relative incognite e pure questo ridurrà le entrate. Insomma: la redditività scenderà certamente. Forse è proprio il caso di vendere ora che si è al massimo.

RISPOSTA:

Caro Spartaco, hai ragione. La Roma può avere un futuro, dignitoso e ricco di soddisfazioni solo se i Sensi decidono di vendere. E lo devono fare in fretta. Grazie per il contributo.