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La Sensi "caccia" Soros e progetta il nuovo stadio

Nonostante le voci che continuano ad alimentare le speranze di una trattativa con Soros, le fonti de ilsussidiario.net sono concordi nel dare la trattativa per naufragata e presentano i progetti per il futuro della famiglia Sensi

Secondo il Corriere dello Sport questi saranno i giorni della verità. Almeno si spera, visto che nella vicenda società Roma ci sono appunto verità contrastanti con cui bisogna fare i conti tutti i giorni. Difficile immaginare, anche se è tutto possibile, che questa settimana non risulti quella decisiva per il futuro so­cietario di una Roma che ieri ha brindato alla garanzia di giocare la prossima Champions League che, in termini di cash, vuole dire una cifra minima di circa dodici milioni di euro. Decisiva, dicevamo, almeno per quello che riguarda la trattativa, o giù di lì altrimenti arriva il comunicato di smentita, con il magnate americano George Soros. Che, nonostante tutto, non ha ancora deciso di chiamarsi fuori, pure se tutto quello che è successo dopo l'incontro tra gli uomini della Inner Circle Sports e l'avvocato De Giovanni in rappresentanza della Roma, non è che lo abbia predisposto all'ottimismo sfrenato. Dovesse sfumare Soros, poi c'è sempre l'altro americano, Fisher, che potrebbe subentrare nella trattativa. I prossimi saranno i giorni in cui un ruolo importante, se non proprio fondamentale, potrebbe averlo la Banca Unicredit, cioè la principale creditrice dei circa 320 milioni di euro che costituiscono quasi tutto il debito (370) di Italpetroli, la capogruppo della famiglia Sensi che controlla anche il pacchetto di maggioranza della società giallorossa. Fonti che possiamo definire assolutamente credibili, garantiscono che nei prossimi giorni, entro mercoledì, l'istituto di credito che al ti­mone di comando ha il dottor Profumo, contatterà (incontrerà) gli uomini di Soros che lavorano (da mesi) all'acquisto della Roma.
E’ rimbalzata sempre su alcuni media, poi, la notizia che, se riconducibile al calcio, avrebbe quantomeno del clamoroso: un inviato di calciomercato.it ha appurato che presso un noto hotel romano soggiornano alcuni (due o tre, nulla di più preciso al momento) emissari della Nafta Mosca, il colosso energetico russo diretto da Alexander I. Mosionzhiik ma in pratica controllato al 100% da Suleyman Kerimov, 42enne originario del Dagestan.
Come si ricorderà, all'inizio del 2004 l'azienda cercò di rilevare l'AS Roma di Franco Sensi, ma senza successo. Fare ipotesi appare prematuro, ma è verosimile che - in un ambiente già messo a rumore dall'interesse di George Soros - anche una... 'vecchia fiamma' possa essere venuta a guardare gli eventi più da vicino. L'impressione potrebbe essere rafforzata dal fatto che - anche nel 2004 - i russi sembravano disposti ad offrire una cifra (si parlò di 400 milioni di euro) nettamente superiore alle ultime offerte statunitensi.
Pur rispettando il lavoro dei colleghi che in questi giorni seguono da vicino le vicende societarie, torniamo a ribadire che tutte le voci su possibili cessioni del pacchetto di maggioranza dell’As roma da parte dei Sensi sono infondate. Certo, è ormai nota, e non è mai stata nemmeno smentita, la notizia dell’indebitamento della Italpetroli (370 milioni), come è altrettanto vero il fatto che la Famiglia debba offrire adeguate garanzie di rientro dal debito agli Istituti di credito, primo fra tutti Unicredit. Quello che però appare chiaro, almeno nelle intenzioni, è che i Sensi non contemplino assolutamente la possibilità di utilizzare l’asset Roma per fare cassa. Preferirebbero “disfarsi” del Porto di Civitavecchia, che sembra essere stato valutato 100-110 milioni. Sarebbe allo studio, in queste ore, la possibilità di costruire uno stadio di proprietà, magari coinvolgendo nell’affare qualche costruttore romano che, magari, entrerebbe anche come socio di minoranza. Lo stadio porterebbe, in prospettiva, soldi freschi nelle casse della società e andrebbe a consolidare quel meccanismo di “autofinanziamento” su cui si sta reggendo in questi ultimi anni la Roma. Questa è la magra realtà, il futuro che i Sensi stanno preparando per rimanere ben saldi al timone. Purtroppo, lo ribadiamo, non è una bella notizia per i tifosi romanisti che speravano di poter finalmente tornare a sognare, anche grazie ai dollari di Soros.

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