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SPECIALE CALCIOMERCATO/ Caso Mutu: i retroscena di Roma e Fiorentina

L'attaccante rumeno rimane viola per la gioia dei tifosi e soprattutto di Prandelli. I retroscena del mancato colpo di mercato della Roma.

La possibile scelta giallorossa di Mutu ha infiammato l'intera gionata del calciomercato di ieri. Accessi record ai siti, dirette, rumors che rilanciavano le fasi di quello che doveva essere il colpaccio della campagna acquisti della Roma. Poi ieri sera il “niet” dei Della Valle. Sipario calato sul caso Mutu: restano i commenti post facto e le reazioni.

Visto dalla Roma – Il sito Laromasiamonoi racconta la sua verità sulle vicende che per alcuni giorni hanno legato l'attaccante rumeno e i giallorossi: «Io alla Roma? Non lo so». Così è iniziata la storia, quando Mutu erarientrato dalle vacanze, poi, arrivato a Castelrotto, il giocatore rumeno in conferenza stampa ha promesso amore eterno alla Fiorentina: «Voglio finire la carriera a Firenze, però ci sono delle condizioni da rispettare». Condizioni che Mutu avrebbe voluto e che non gli sono state concesse. Tant’è vero che il diesse viola, Pantaleo Corvino, non si è fatto mettere con le spalle al muro dal giocatore che aveva già in mente la Roma, e lunedì 21 luglio la Roma ha fatto la proposta: 15 milioni più 500 mila euro alla Fiorentina per ogni qualificazione raggiunta dalla Roma in Champions League, pagabili in tre anni, mentre al giocatore un contratto di 2,5 milioni di euro più premi. A quel punto Pantaleo Corvino ha deciso di metterlo sul mercato ed accettare la proposta della Roma. Mutu sembrava ad un passo, però nella giornata di ieri qualcosa ha cambiato le sorti del mercato giallorosso: il confronto tra Cesare Prandelli e lo stesso Mutu subito dopo l’allenamento pomeridiano. L’ex tecnico giallorosso si sarebbe opposto alla cessione del fantasista rumeno, creando anche qualche dissidio con il ds gigliato Pantaleo Corvino. Ma ecco il dietrofront della dirigenza viola: «Mutu è e rimarrà un giocatore della Fiorentina». Firmato Andrea Della Valle con il benestare di Cesare Prandelli. Ma occorre capire le motivazioni che hanno portato Corvino ad ammettere l’esistenza della trattativa: il manager viola non vuole farsi prendere per la gola da nessuno, tantomeno da Mutu, e sono chiare le sue parole a Sky qualche giorno fa: «Non posso trattenere un giocatore che se ne vuole andare». Da tutto questo emerge che Mutu vuole andare via da Firenze e la Roma, tuttavia, non vuole perdere di vista il rumeno e sarebbe pronta a rilanciare. Adrian Mutu chiederebbe 3 milioni di euro l'anno alla società viola. Se non verrà accontentato, il giocatore se ne andrà.

Visto da Firenze - Adrian Mutu, come riporta Firenzeviola, nella sua carriera, ha dimostrato di saper fare difficilmente a meno di Cesare Prandelli. «Un problema che deve risolvere la società» ha dichiarato. Un problema che ha risolto lui stesso, schierandosi per la conferma immediata del rumeno. Parole dure, forti, quelle che avrebbe usato verso la controparte, una presa di posizione netta per non farsi sfuggire quello che il tecnico di Orzinuovi reputa un giocatore fondamentale. Corvino: ha scoperto le carte palesando l'offerta della Roma. Ed ha fatto il suo lavoro, quando si è seduto ad un tavolo per trattare con la società giallorossa per Adrian Mutu. Ha le spalle larghe il ds viola, perché si mette in prima linea pronto a ricevere le critiche di coloro che gli punteranno il dito contro perché non si sarebbe opposto alla cessione di Mutu. Corvino, però, l'ha sempre specificato: «non teniamo i giocatori di questa età controvoglia». Difficile immaginare una Fiorentina senza Mutu, soprattutto questa Fiorentina creata da Corvino e plasmata da Prandelli. Il rumeno, ora, dovrà chiarire tante cose: perché, soprattutto perchè dopo quei messaggi alla Roma è scoppiata questa vicenda ed anche se quelle dichiarazioni al miele erano o no la verità.

Il destino di Mutu - Mutu resta in viola. Fino a quando, però? La firma, di fatto, ancora non c'è stata. Il rumeno chiede più anni e quindi più soldi di quelli messi sul piatto dai viola.

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