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SPECIALE CALCIOMERCATO/ Milan: Sheva si, no, forse

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L'operazione nostalgia, col ritorno di Sheva in rossonero, era già stata ventilata a fine campionato. Due più due fa quattro. Due le stagioni a vuoto dell'ucraino a Londra, due gli anni travagliati per l'attaccco milanista del post-Shevchenko tra scelte sbagliate, infortuni, rinascite impossibili. Quattro i probabili milioni sul contratto del cerbiatto di Kiev, disposto ad una considerevole riduzione dell'ingaggio pur di tornare alla corte del Padrino Berlusconi (che padrino, del figlio Jordan, lo è veramente). Se è per questo l'attacante dell'Est sarebbe disposto anche a venire a piedi dall'Inghilterra per liberarsi dalla situazione in cui  si è cacciato, poco considerato dall'allenatore di turno (sia esso Mourinho, Grant o Scolari) e considerato molto peggio dalla stampa britannica che lo ha eletto peggior acquisto di sempre.
 
Quel che è certo, infatti, è che non sia la volontà del giocatore l'ostacolo all'incredibile ritorno. Si sa che la scusa dell'inglese era il pretesto per cambiare aria, per poter intraprendere, a 30 anni, una nuova avventura in un campionato più rilassante che gli dava la possibilità di diventare baronetto laddove oramai a Milano aveva vinto tutto e non c'erano più traguardi da tagliare. Poi le cose sono tristemente andate come tutti sappiamo, bene la prima nella Community Shield col gol (e il bacio di giuda alla maglia) al Livepool e poi, di fatto, più nulla. Pian piano la declassazione sul campo. Anzi, dal campo alla panchina fino in tribuna e la squadra delle riserve che gioca un campionato a parte. C'è chi dice che le voci dell'interessamento del Milan furono ulteriore incentivo per Andriy a fare male, in modo da far scendere la sua quotazione e rendere maggiormente accessibile il passaggio in rossonero.
 
Questi i fatti. Ma un altro fatto è che i Blues pagarono circa 40 milioni per assicurarsi le prestazioni del giocatore e, va bene tutto, ma darlo in regalo alla società che ha già ottenuto fior di euro due anni prima magari non è proprio una mossa che insegnano nei corsi di bussines economy. E' anche vero che, per fortuna di Galliani e soci, l'interlocutore primario per l'affare è Abramovich, uno che problemi di soldi non ne ha, e lungimiranza calcistica neppure. A questo punto entrano in gioco soprattutto due fattori: la volontà del Milan e i progetti di Scolari. L'arrivo da rockstar di Ronaldinho a Milano sembrava chiudere le chance di Sheva, ma l'ultima tegola sulla pelata di Galliani, l'infortunio di Boriello, può giocare a favore dell' ex-pallone d'oro. Perchè ok blindare Paloschi, ma l'ad sa bene che iniziare una stagione che deve essere per forza di cose vincente con Inzaghi eterno Lazzaro, Pato baby promessa, e Ronaldinho jolly, può non essere sufficiente. Se da via Turati fossero disposti a un ulteriore sacrificio (e qui gioca molto il volere del Cavaliere, da sempre legato ad Andriy), forse un accordo si potrebbe trovare e un prestito, anche non completamente gratuito, potrebbe soddisfare i Blues. Magari con l'aggiunta di una promessa di essere più teneri per Kakà in futuro (che tanto si sa, a confronto di quelle dei dirigenti calcistici, quelle dei marinai sono promesse certe).
 
Manca l'ultimo tassello, ovvero le intenzioni del tecnico. Doveva esserci un faccia a faccia, forse ci sarà ma è difficile che il portoghese dica chiaramente "non mi servi". Di sicuro Scolari punterà inizialmente su Drogba, sullo zoccolo duro della squadra, su Deco e su eventuali nuovi arrivi. Non sembra che l'allenatore abbia chiesto rinforzi davanti, ma l'arrivo di Anelka a gennaio aveva già completato il reparto. Probabile che se tutto andrà come deve andare, Shevchenko resterà  a Londra per un altro anno di Limbo. Ma chissà che lo stop di Boriello non sia invece un segno del destino. Come diceva Battisti, lo scopriremo solo vivendo.


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COMMENTI
28/07/2008 - non siamo ancora a posto (giacomo marletta)

Come confermano i recenti infortuni di Nesta, Inzaghi e Borriello noi rossoneri non siamo ancora a posto. Berlusconi non vuole più spendere e io ho la soluzione a tutti i problemi del Milan (o quasi). Il primo problema del Milan è che manca un difensore centrale come conferma l'infortunio di Sandro Nesta. Alex Silva, difensore dell 'under 21 brasiliana a una clausola rescissoria intorno ai 4-5 milioni di euro ed è un buonissimo centrale. Costa troppo? Se si prendiamo Matteo Ferrari che è svincolato. Un altra punta farebbe comodo al Milan anche perchè Borriello e infortunato e Pippo pure: il mio sogno per l'attacco sarebbe il bulgaro Berbatov che però costa parecchio quindi amen. A questo punto gradirei il ritorno di Sheva(magari in prestito o a prezzo di saldo). L' ucraino infatti è l'uomo giusto per completare un reparto sempre a rischio emergenza. Se arrivasse Sheva lascierei partire Paloschi in prestito,infatti Alberto rappresenta il futuro dell'attacco rossonero e di quello della nazionale italiana. Ho anche la soluzione per la porta del Milan: o Viviano del Brescia o il blucerchiato Fiorillo(futuro Buffon)