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OLIMPIADI/ Bastianelli esclusa dai Giochi: positiva al test antidoping

E' stata esclusa dalla squadra azzurra ai Giochi di Pechino la campionessa mondiale in carica di ciclismo su strada, trovata positiva a uno stimolante. «Solo un farmaco per il peso» ha spiegato l'atleta in lacrime.

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Marta Bastianelli, campionessa mondiale in carica di ciclismo su strada, è stata trovata positiva ad uno stimolante ad un controllo effettuato dall'Uci il 5 luglio scorso a Verbania ai campionati europei Under 23 di ciclismo. La Bastianelli era tra le convocate per le olimpiadi di Pechino, ma se le controanalisi che sono state disposte non smentirano il primo risultato, farà parte della squadra azzurra in terra cinese. «Se l'analisi verrà confermata - è il commento secco del presidente del Coni, Gianni Petrucci - saremo inflessibili. Marta Bastianelli ha tradito il Coni, la federazione e il mondo del ciclismo».

Duro il Coni - Il presidente del Coni Gianni Petrucci ha commentato in modo lapidario: «Ha tradito. Ora dovremo anche valutare - ha detto il presidente - gli eventuali danni di immagine allo sport italiano, visto che lei aveva già firmato il contratto cui sono obbligati tutti gli atleti azzurri che andranno a Pechino». Tutti i 347 atleti inclusi dal comitato olimpico nella lista di gara per i Giochi hanno sottoscritto un documento nel quale si impegnano a lealtà ed onestà e a non assumere sostanze dopanti. Per la Bastianelli per ora si parla di una sospensione della partecipazione olimpica. E in attesa dei risultati delle controanalisi si sta verificando la procedura prevista dai regolamenti olimpici per una eventuale sostituzione con un'altra atleta da inserire nell'elenco ufficiale delle partecipanti alle Olimpiadi.

Le analisi – Marta Bastianelli è risultata positiva alla flenfluramina: un componente dei prodotti per le diete e sembra che lei tenga molto sotto controllo il suo peso. Ora lo staff tecnico della Bastianelli ha richiesto le contranalisi. Nell'ambiente del ciclismo, non nuovo a questo tipo di brutte sorprese, c'é solidarietà verso la ventitreenne che vede dissolversi il sogno di Pechino e da tutti si ritiene che l'atleta abbia commesso un gesto ingenuo e che non fosse a conoscenza della presenza della “sostanza proibita” nel medicinale assunto. «Solo un farmaco per il peso» ha spiegato Marta in lacrime.

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