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SPECIALE CALCIOMERCATO/ Galliani: Dinho? Solo se arriva in prestito. Senza Berlusconi dove saremmo?

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Adriano Galliani, dica qualcosa ai milanisti che raccolgono firme per convincere Berlusconi a vendere.
«Dico che un tifoso dovrebbe preoccuparsi che nel Milan “giochi” Berlusconi piuttosto che Adebayor e Ronaldinho. Senza di lui non so che ne sarebbe del Milan. Nonostante la mancata Champions, la proprietà ha deciso di rafforzare la squadra, andando incontro ad un disavanzo di 50 milioni. E poteva andare peggio perché senza le cessioni, Fininvest rischiava di accollarsi 75 milioni di passivo. Ci si dimentica che prima di Berlusconi ci sono state due retrocessioni in B. Abbiamo incrementato le spese di gestione, è cresciuto il monte-ingaggi e ci sono meno ricavi. Chiariamo subito un concetto: non esiste un tesoretto».

C’è poco da stare allegri...
«Invece si deve. Bastava cedere a una lusinga e il passivo di 50 milioni spariva. Kakà è nel bilancio a 3 milioni, Pirlo ormai è a zero, sarebbe stato un gioco da ragazzi ripianare i debiti. Invece non si muovono: se non è una prova d’amore questa, ditemi cos’altro è».

E’ stata dura trattenere Kakà e Pirlo?
«Per Kakà è arrivata un’offerta astronomica dal Chelsea, per Pirlo più di una richiesta. A proposito nè Andrea nè i suoi agenti sono venuti a chiedermi un aumento. Il Milan in questi 21 anni di Berlusconi ha sempre seguito la stessa politica: ha creato una squadra forte ed è andato avanti con quel nucleo senza cedere i pezzi pregiati. I risultati sono sotto gli occhi di tutti: in questi 21 anni sono arrivati 26 trofei, 13 in Italia e 13 all’estero, più 16 secondi posti. Eppure i tifosi sono scettici».

Temono la tirannia dell’Inter.
«Il Milan in due anni ha accumulato il divario dall’Inter nel periodo in cui aveva la testa rivolta alla Champions. Dal 13 gennaio in poi il Milan ha fatto 42 punti in 21 partite, più o meno quanto l’Inter. Non baratterei mai una Champions, un Mondiale per club e una Supercoppa europea con due scudetti. E credo che molti tifosi dell’Inter siano d’accordo con me».

Molti tifosi del Milan invece protestano per il mercato.
«E’ incredibile. Non capisco perché non venga dato il giusto peso all’arrivo di Borriello che ha fatto 19 gol, di Pato che farà finalmente una stagione intera, di Flamini e al campione del mondo Zambrotta. Anch’io da tifoso spero che succeda ancora qualcosa. Ma il Milan si è già rafforzato».

Quel “qualcosa“ sembrava Adebayor, che ora ama il Barcellona.
«Adebayor ha il Milan in testa, come Drogba e Ronaldinho, ma se mi faccio sorpassare dal Barcellona non è perché sono rincoglionito. E’ difficile competere con chi fattura più di te e ha una fiscalità migliore. Un anno fa il Milan fece ad Henry la stessa proposta del Barcellona, ma lui in Spagna incassa il 50% in più. Negli anni ‘90 strappavo Van Basten al Barcellona e poi per essere più sicuro prendevo Papin. Non mi sento meno vincente di allora e ho più esperienza, ma non sono più competitivo. Wenger ha fissato un appuntamento, ma è inutile che vada a Nizza. Mi ha già detto che vuole 45 milioni, cifre impossibili».

Ronaldinho è più abbordabile?
«Non rientra nei programmi di Guardiola, quindi ha un prezzo più vantaggioso. Ma il problema è lo stipendio. Per pagargli l’ingaggio bisogna che il costo del suo cartellino sia vicino allo zero».

Il prestito è utopia?
«Dipende dal Barcellona. Ronaldinho ha respinto l’offerta del Manchester City che gli dava il doppio di noi».

Nel caso, Dinho che Milan troverebbe?
«Un Milan che farà una preparazione diversa rispetto al passato perché l’obiettivo sarà lo scudetto. Quindi servirà partire a razzo ed essere costanti. Se ci sarà bisogno del turnover si farà in Coppa Uefa».

Pato andrà alle Olimpiadi, Kakà e Bonera no.
«Ho detto a Petrucci le stesse cose che avevo detto a Blatter e Teixeira quando mi hanno chiesto di liberare Kakà. Non potevo usare due politiche diverse. Gli under 23 è giusto che vadano, gli altri no. L’Olimpiade non è una data Fifa».

Ronaldinho è nella lista di Dunga per Pechino.
«Ronaldinho è un affare del Barcellona, se fosse del Milan non lo farei partire».

Anche Inzaghi sarebbe partito volentieri.
«Pippo i suoi gol li farà nel Milan. A proposito, non è una critica a Donadoni, ma ancora mi chiedo perché non sia stato portato all’Europeo. Visto il rendimento di Toni avrebbe fatto molto comodo».

Galliani, dica la verità: la Coppa Uefa non le mette tristezza?
«La disputeremo per la seconda volta negli ultimi 10 anni. Compresa la prossima stagione, il Milan ha fatto 8 volte la Champions e 2 la Uefa. I nuovi punteggi Uefa per club dicono che il Milan è il primo club d’Europa. Perché dovrei essere triste?».

E poi, con questo mercato fiacco, non si ammazzerà di lavoro...
«Vuole scherzare? Ho concluso una quarantina d’operazioni. Non ho mai lavorato tanto sul mercato quanto quest’anno».

(Intervista di LAURA BANDINELLI per La Stampa)


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