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CALCIO/ Balotelli italiano a tutti gli effetti: un nuovo attaccante per Marcello Lippi?

Oggi a Concesio Mario Balotelli, dopo aver compiuto ieri la maggiore età, ha ricevuto la cittadinanza italiana. Per l’attaccante dell’Inter si aprono le porte della nazionale. La mamma Silvia lancia un appello per il diritto di cittadinanza ai bambini nati in Italia da genitori stranieri

Balotelli-cittadinanza_FN1.jpg (Foto)

Concesio - Mario, Giuseppe e Sebastian. Forse ai Mondiali del 2010, molto più probabilmente alla rassegna iridata del 2014, l’attacco azzurro porterà i loro nomi: Mario Balotelli, Giuseppe Rossi e Sebastian Giovinco.
Oggi a Concesio, paese natale di Paolo VI, Mario Balotelli ha firmato davanti al sindaco Diego Peli, un giorno dopo il compimento dei 18 anni, i documenti per la cittadinanza italiana. Il 13 agosto resterà, quindi, una data indelebile nella storia sportiva e umana di questo predestinato del pallone. Sul piano sportivo Mario diventa a tutti gli effetti un giocatore a disposizione dei selezionatori azzurri; sul piano umano porta a compimento un lungo iter burocratico.
Il 12 agosto del 1990 Mario Balotelli Barwuah nasce a Palermo da genitori di origini ghanesi, ma all’età di due anni si trasferisce a Brescia. La sua famiglia adottiva (Balotelli) inizia a prendersi cura di lui. I Balotelli ottengono l’affido a lungo termine, ma non l’adozione (hanno dovuto attendere la maggiore età del giovane).
Oggi nella sala consiliare di Concesio c’erano i Balotelli, i genitori adottivi Silvia e Francesco non hanno potuto trattenere le lacrime. Per loro si chiude un capitolo e si apre una nuova fase. «Siamo commossi, ma felici. Oggi Mario – sottolinea mamma Silvia – raggiunge un grandissimo traguardo. Non possiamo non constatare, però, l’assurdità di una legge che costringe i bambini nati in Italia da genitori stranieri ad aspettare la maggiore età per la cittadinanza. Abbiamo dovuto sopportare limitazioni e rinunce. Ogni due anni un permesso di soggiorno da rinnovare con la fila da fare in questura. Mario è italiano, è nato ed è cresciuto in Italia, ha ricevuto un’educazione italiana. Pur non dimenticando quello che è successo la nostra speranza è che i bambini che sono nella condizione di Mario possano avere diritto alla cittadinanza».
Per Mario si realizza un sogno. Il suo curriculum sportivo parla da solo. A cinque anni Mario muove i primi passi nell’oratorio di Mompiano, brucia tutte le tappe e a dodici viene ingaggiato dal Lumezzane, con cui fa l'esordio in serie C1 contro il Padova.
Esordisce, il più giovane nella storia delle serie C1, a 15 anni. Il tecnico di allora Salvioni, colpito dalla sua eleganza e dalla sua agilità, chiese una deroga alla Lega per farlo debuttare prima del compimento del sedicesimo anno di età. Il resto è storia nota con il passaggio il 31 agosto del 2006 alla corte dell’Inter fino alla consacrazione definitiva con lo scudetto conquistato da protagonista in questa stagione.
Parla il dialetto bresciano e non ha mai visto l’Africa. Ha carattere e grinta da vendere non comuni in un ragazzo di 18 anni, non tira indietro la gamba, cerca la giocata difficile ma sa – come ha dimostrato nella gestione Mancini – essere utile alla squadra.
La sua avventura è seguita passo dopo passo dai fratelli che gli fanno da procuratori e dagli amici (quelli dei primi calci non quelli dell’ultima ora) con i quali si divertiva (e si diverte) a fare i giochi di prestigio con il pallone. Ha un fisico possente, ma sa trattare il pallone come pochi.
Nel suo sito internet (www.mariobalotelli.it) ha recentemente inserito un nuovo video per lanciare il suo marchio. Non teme paragoni, non ha idoli particolari. È semplicemente Mario «SuperMario» Balotelli.

(Nella foto Mario Balotelli con il sindaco di Concesio)
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