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BASKET/ Olimpia Milano, Mangiarotti: «Manca il campione. Siamo una squadra da quarto - sesto posto»

Mangiarotti, vicedirettore de Il Giorno e grande esperto di tutto quello che gira attorno all'Olimpia Milano ci racconta il suo punto di vista sulla nuova dirigenza, sul mercato e sulla squadra che affronterà il prossimo campionato

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«Sono perplesso e un po’ sconcertato della campagna acquisti, siamo una squadra dal sesto al quarto posto. Intendiamoci, Sono contento della nuova dirigenza, della politica dei piccoli passi ma mi aspettavo qualcosa in più. Tutti riescono a pescare il big, il nome famoso. Tutti, tranne Milano, che tra l'altro ha perso Gallinari». Marco Mangiarotti, vicedirettore del Giorno ed esperto delle vicende dell’Olimpia Milano, non è del tutto soddisfatto della campagna acquisti dell’Armani ed evidenzia alcuni dubbi tattici sul nuovo roster.

Come giudica l’inizio del lavoro del trio Proli, Zanca, Bucchi?

La nuova proprietà, come aveva detto, si è mossa per passi e in maniera sicuramente diversa rispetto al passato. Vedo una gestione di buon livello, ma non al top. Allenatore e gm sono stimati nell'ambiente, di profilo medio alto ma ci si aspettava qualcosina di più sul mercato.

Sono arrivati giocatori di fiducia, il classico usato sicuro?

La società non voleva fallire, e nemmeno correre il rischio di avere scossoni in corso d’opera. Si è andati paradossalmente sulla stessa linea dell’usato sicuro della gestione Corbelli-Natali, con qualche idea in più. Però rimane la sensazione, un po’ sconcertante, che siano arrivati giocatori, non dico scartati, ma perlomeno sottovalutati o ignorati dai grandi club.

Manca anche una stella.

Abbiamo mancato, non per colpa nostra, l’ingaggio di Jumaine Jones, che ci avrebbe garantito qualità assoluta. Con lui sarebbe stata un’altra squadra. Ma si poteva rimediare e puntare su qualcun altro di livello. Ci riesce Biella, ci riescono le due bolognesi, ci riescono le squadre di provincia, solo Milano non riesce a portare un giocatore che abbia una pallacanestro scintillante e i tempi in mano?

Sono in atto tante scommesse come Vitali e Bulleri.

Vitali è un acquisto di cui sono fortemente convinto ma in nazionale non è esploso. E’ un giocatore che non è mai partito titolare nel quintetto in provincia. E vedo che in azzurro non si muove dai 2-4 punti a partita. C’è poi la scommessa di Bulleri. Scommessa che è già fallita per 2 stagioni.

Capitolo guardia.

C’è Jobey Thomas: ha delle grandi statistiche ma bisogna vedere se riuscirà ad averle anche in una squadra di vertice. Abbiamo preso Sangaré, che è un giocatore praticamente sconosciuto e Filloy che può giocare sia guardia che play, in un prospetto tutto da verificare. Come ala piccola è arrivato Hawkins da Roma che non è particolarmente alto e non può essere il primo terminale offensivo, che in realtà è Thomas. Hawkins può creare maggiori pericoli nella azioni che arrivano al ferro e nelle penetrazioni. E’ soprattutto un ottimo difensore.

Come ala è arrivato Hall, un’altra scommessa.

Questa è una scommessa assoluta. A Pesaro non ha giocato nemmeno un secondo, altra ala è Katelynas, che mi è sempre piaciuto. Ma se non diventa pericoloso in attacco, non è sicuramente un giocatore che può fare e dare il salto di qualità.

E come centri Sow e Rocca.

Sono due giocatori complementari. Vedo bene sia Sow che Rocca, quest'ultimo soprattutto per il temperamento agonistico.

Ma soffriamo molto di centrimetri.

Assolutamente, specialmente per l’Eurolega. L’unico giocatore che ha centimetri è Sow (2,08 m). Gli altri sono intorno ai 2 metri, con Hawkins che arriva a 1,95. Un’ala piccola con il fisico di una guardia.

Che voto darebbe all'Armani 2008-2009?

Il mio voto al mercato fino a questo momento è 6, sia per le scelte fatte prima che per le scelte fatte durante la campagna. Un 6 che può diventare 7, 7e mezzo ma non un 8 o un 9. Si poteva certamente fare di più.

Cosa manca quindi?

A questa squadra manca un’ala con molti punti in mano, perimetrale, il classico go-to-go, il ragazzo a cui passare la palla quando ci sono da segnare i punti decisivi. Manca un centro di 2,08 o di 2,10, che abbia centimetri e tecnica per poter competere. E un play di ruolo.

Insomma qualche critica sembra lecita da fare…

Non vedo una squadra da scudetto ma è anche vero che questo non era nei piani dirigenziali. Non vedo però nemmeno una squadra che possa lottare con una certa sicurezza per il secondo posto. E allora se criticavamo Corbelli che arrivava secondo o quarto, bisogna essere almeno un pochino coerenti e muovere qualche osservazione anche alla nuova dirigenza. Manca qualcosa a questo progetto. Chiaramente questi sono tutti discorsi fatti prima, smentibili dal campo. Magari hanno capito tutto loro da tecnici e abbiamo sbagliato tutto noi da osservatori. Ma un’altra stagione appena sufficiente farebbe disinnamorare un’altra volta i tifosi.

Aspetti positivi però ce ne sono…

Il fatto di aver investito su gruppo di italiani che fanno parte della Nazionale è di sicuro un fatto positivo. La società sta anche lavorando bene sul vivaio. Questo è fondamentale. E’ il discorso più importante della gestione Armani. Spero che venga coinvolto anche Curioni di Casalpusterlengo come società satellite, visto che c’è la possibilità di coinvolgere un vero appassionato di basket. Per il futuro cercherei di capire la situazione contrattuale di Datome, e Melli, due giovani di sicuro avvenire.

E il mercato delle altre?

Siena e Roma sulla carta sono forti come l’anno scorso, Siena è teoricamente invincibile. Roma ha fatto una sontuosa campagna acquisti e sono cresciute moltissimo anche le due bolognesi. La Virtus è al livello di Roma, con Sabatini che ha fatto i fuochi d'artificio e la Fortituto ha acquistato l’ex centro di Miami Earl Barron, che ha ottime statistiche. Treviso ha lavorato sotto traccia, puntando alla sostanza e alla solidità e rientrerà sicuramente nel giro delle squadre che lotteranno per lo scudetto. Vedo anche outsiders che magari non dureranno tutta la stagione ma faranno perdere punti pesanti. Biella ha pescato bene, Avellino mi sembra un’ottima squadra. E non sottovaluterei Pesaro che ha tradizione e che potrà dire la sua. Ma certamente i primi conti si faranno dopo le prime 7-8 giornate. Nel frattempo aspettiamoci sorprese anche da altre squadre.

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