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SONDAGGIO MEETING/ Niente calcio in tv, i più colpiti pensionati e studenti

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La prossima sarà la prima domenica senza partite, né alla radio né alla televisione. Programmi che hanno fatto la storia della televisione e del costume italiano, a partire da 90° Minuto, passando per la Domenica Sportiva e arrivando a Controcampo, l'ultimo nato, sono bloccati a causa del mancato accordo per la cessione dei diritti televisivi in chiaro. Abbiamo raccolto le impressioni dei frequentatori del Meeting. Pensionati e studenti, le categorie con minori possibilità di spesa sono quelle più agguerrite. «Alla fine ci va di mezzo il popolo – ha spiegato Angelino di Milano – Io, che sono pensionato, non potendomi permettere l'abbonamento a Sky non potrò rimanere a casa a vedere le partite: uscirò al circolo sperando che almeno lì installino Sky». Emanuele da Milano invece è uno studente: «Io sono tifoso milanista e non posso permettermi l'abbonamento alla pay tv – ha spiegato - cercherò di iniziare a salutare i miei vicini di casa per farmi invitare a qualche partita». La prende con ironia anche Alberto di Firenze, abbonato viola: «Le partite le guarderò allo stadio ma alla sera cosa farò senza Piccinini?». L'opinione comune è comunque chiara: il denaro rovina il calcio. Secondo Paolo da Como «ormai è solamente una questione di denaro e potere, è la logica conclusione del fatto che il calcio non è più uno sport ma un grande business». Non manca ovviamente un attacco a “mamma Rai”: «Non è possibile che non si possa trovare un accordo per poter permettere a tutti di godere del gioco più bello del mondo – ha detto Matteo da Cernusco sul Naviglio - la Rai potrebbe fare uno sforzo in più per permettere a chi paga il canone di guardare il campionato (che sono certo vedrà la risurrezione della Juve) piuttosto che propinarci spettacoli pietosi come l'isola dei famosi».



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