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SPECIALE CALCIOMERCATO/ Roma, Spalletti racconta le "nuove" idee del mercato giallorosso

L'intervista de Il  Messaggero a Luciano Spalletti, che fa luce sulle nuove strategie di mercato della Roma

 

L'intervista di Luciano Spalletti al quotidiano Il Messaggero

 

La Roma di Montecarlo le restituisce certezze?

«Siamo migliorati rispetto a Bucarest. Non avevo dubbi. Quello era il primo test. Possiamo accostare la prestaione con il Monaco al finale della stagione scorsa. Il nostro discorso riprende da lì. Abbiamo ristabilito gli equilibri».

De Rossi ha iniziato subito alla grande.

«E' ripartito da dove aveva lasciato. E' tornato il nostro camion».

Riise-Vucinic: la catena a sinistra va che è una meraviglia.

«La coppia funziona, perchè porta esperienza. Mirko è andato bene pure con Tonetto. Ma le catene, nel senso di coppie, a prescindere dalle individualità, portano vantaggi a una squadra».

Più volte, parlando di rinforzi, ha ripetuto che la società, per prima cosa, deve sostituire Mancini. Vucinic da esterno, è stato però il migliore in campo. La priorità va ancora al giocatore di fascia?

«Certo. Mirko può giocare anche da centravanti. Prtendo dal lato è più pungente, parte e taglia. Non per questo rinuncio a un altro esterno. Ne servono due. Se io uso Vucinic in un momento in cui è in calo, penalizzo la squadra e magari perdo una partita. I devo avere la isera del titolare ed essere bravo a utilizzarli nel giorno giusto. A sinistra ne ho uno, e a destra, con Taddei fuori, nessuno. Esposito c'è ma non ha le caratteristiche di un giocatore abituato ai rientri».

Roma di sempre nel bene e nel male. Bel gioco, molte occasioni e tanti sprechi. Ma niente vittoria, come spesso è acaduto nella passata stagione. La domanda resta quella di tutte le vostre partite finite senza gol: non è che serve un centravanti, in attesa di Totti?

«Stessi pregi e stessi difetti: è vero. Noi siamo quelli dell'anno scorso e anche per questo dobbiamo scegliere i rinforzi giusti. Va completato l'organico numericamente, con giocatori che non siano diversi da quelli che abbiamo. Simili, tanto che io li possa mettere sullo stesso piano ci chi è qui. Sulla prima punta possiamo anche essere d'accordo. Ma ho Vucinic, oltre Totti. E Montella. Lui in questo periodo soffre più di tutti per il lavoro che facciamo. Fatica nelle corse lughe. Un gol come quello di Montecarlo, quando è in condizione, non lo sbaglia mai».

Totti ce la farà per il 24?

«Ora cercheremo di allenarlo con il pallone, evitandogli le situazioni rischiose nei contrasti. Non faccio previsioni. Mi auguro che quella sera ci sia».

Secondo lei è più facile che Totti recuperi per la Supercoppa o che la Roma faccia i due acquisti?

«Di sicuro prenderemo due giocatori forti. Magari poi ne può anche partire uno. Saremo competitivi solo con giocatori dello stesso livello proprio per sopperire ai cali di tensione e individuali avuti in passato».

Meno male che non ha fatto partire Okaka.

«Volevamo la "bestia", abbiamo trovato la bestiolina. Non sempre sfrutta le occasioni che si costruisce con la forza del fisico, ma ci penserà Domenichini a migliorarlo sul piano tecnico. E' un ragazzo semplice, dolce e tenero. Non si è montato la testa e non corriamo questo pericolo».

Ha trovato una spiegazione al caso Mutu?

«Non so come si erano relazionati alla Fiorentina, tra loro. Noi abbiamo solo accettato quelle che erano le lor condizioni. Adesso sarebbe sbagliato dare valutazioni alla vicenda. Preferisco no nriaprila visto che per noi è chiusa».

 

 

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