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CALCIO/ Amburgo: ecco il cimitero per i tifosi

Il club della Bundesliga ha da poco innaugurato un cimitero speciale riservato ai suoi tifosi: è il primo in Europa

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Tifare una squadra fino alla morte. E, a volte, anche oltre. E' quello che accade ai supporter dell'Amburgo: il club ha da poco innaugurato un cimitero riservato ai suoi tifosi, a poche centinaia di metri dal suo stadio, l'Aol Arena. Lo ha annunciato un responsabile della squadra tedesca. Si tratta di una parte del cimitero della città, ristrutturata negli ultimi anni e rimessa a nuovo per ospitare i resti dei tifosi: il portico all'ingresso, ad esempio, rappresenta una porta da calcio di dimensioni regolamentari mentre il prato è quello originale del campo da gioco. «Ci saranno tra 300 e 500 tombe», ha spiegato Christian Reichert, membro della dirigenza del club e promotore dell'iniziativa, la prima del genere in Europa. Oltreoceano già il Boca Juniors aveva lanciato un progetto simile.

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COMMENTI
10/09/2008 - La tomba dello sport (alberto fornari)

E' la coerente conseguenza di un'impostazione che ha illustri sponsor nella storia, a cominciare da Pierre De Coubertin che, nelle sue "Memorie Olimpiche" del 1931, affermava che lo sport "deve essere una religione, con i suoi riti, dogmi, sacerdoti". Lo sport, soprattutto il calcio, è così diventato per molti un credo e la propria squadra una fede, come recitano gli slogan di certi tifosi, rispondendo così ad una ricerca di significato non soddisfatta. Ma le mille contraddizioni in cui lo sport si dibatte stanno lì a documentare come una simile fede non è in grado di ricomporre l'umano frammentato. "Hanno occhi e non vedono; hanno orecchi e non odono; hanno bocca e non parlano" ricorda la Bibbia a proposito degli idoli. Per questo non convince la linea unicamente repressiva adottata dai provvedimenti contro il tifo violento, che hanno equiparato il fenomeno sic et simpliciter ad un'azione criminale e gli ultras ad associazioni per delinquere. Bisogna garantire certamente la sicurezza, e con molta fermezza e decisione. Ma si deve al contempo leggere quei comportamenti come ilgrido disperato di giovani sbandati. Ed interrogarsi se c'è qualcuno che possa dare loro risposte credibili, non censurando moralisticamente queste grandi passioni bensì abbracciandole profondamente, come segno di un grandissimo desiderio.