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NAZIONALE/ Amauri parla da azzurro: «Ho già cantato l'inno».

Dunga non lo chiama e, anche se il passaporto italiano tarda ad arrivare, il brasiliano avrebbe già fatto la sua scelta

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Amauri dovrà fare gli straordinari nel prossimo mese. Trezeguet probabilmente starà fuori 3 o 4 settimane per la tendinite che lo affligge ormai da tempo e il brasiliano avrà quindi l'occasione per dimostrare, anche a chi non ne sia ancora convinto, tutto il suo valore. E poi l'azzurro. In attesa di ottenere la cittadinanza, l'attaccante Carvalho de Oliveira Amauri continua infatti a strizzare l'occhio alla Nazionale italiana. «Un trio Di Natale, Del Piero, Amauri, sarebbe bello - ha spiegato l'ex attaccante del Palermo – E poi l'inno l'ho già cantato. Devo però far bene con la mia squadra: mi auguro che quest'anno la Juventus possa diventare la regina d'Italia o d'Europa». Il passaporto intanto tarda ad arrivare. «Il ct Lippi mi ha detto che sapeva della pratica e che poi, una volta risolta, ci sarebbe stata una decisione da prendere – ha continuato Amauri - La mia scelta? E' molto semplice nel mio caso: calcisticamente sono cresciuto in Italia, sono arrivato a 20 anni, ero uno sconosciuto e ho fatto tutta la mia carriera qui». Scelta che tra l'altro è facilitata dal fatto che in azzurro la concorrenza è minore e che comunque da Dunga non è mai arrivata nessuna chiamata.

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