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ROMA/ Cicinho sprona i giallorossi: «Abbiamo una grande squadra, batteremo la crisi»

  Cicinho in una lunga intervista alla televisione brasiliana Sport Tv sprona i giallorossi a superare il momento di crisi.

cicinho_R375X255_20set09.jpg (Foto)

«Quì le cose non vanno molto bene per noi adesso perché abbiamo iniziato con risultati negativi sia in campionato sia in Champions. Abbiamo una grande squadra, un po' decimata però possiamo rialzarci». Raggiunto telefonicamente da Sport tv, un canale televisivo brasiliano che oggi trasmetterà in diretta la partita tra la Roma e la Reggina, Cicero Joao De Cezare, più semplicemente Cicinho, ha fatto il punto sull'inizio di stagione suo e della formazione giallorossa.

 

Con la Reggina sarà la volta buona per rialzarvi?
«La Reggina è una squadra considerata piccola, però in questo momento tutte le squadre sono difficili. Dopo l'esperienza in Champions abbiamo capito che non bisogna sottovalutare nessuno. Abbiamo la testa tranquilla e siamo coscienti che dobbiamo fare un buon lavoro, aspettiamo la vittoria, che cerchiamo da tre partite».
 

Come stai fisicamente?
«Sono vicino al top, non solo io ma tutta la squadra. In tre partite non si può arrivare al massimo, ci si può arrivare dopo più partite. Il preparatore sta lavorando molto, io in particolar modo sono stato 56 giorni senza giocare mentre i miei compagni convocati in nazionale hanno avuto meno ferie. Io sono pronto per giocare».
 

Come avete ricevuto Julio Baptista?
«A braccia aperte. Noi brasiliani siamo molto felici dell'arrivo di Julio e Artur, che sono venuti per aiutarci. Julio è stato il giocatore che tutti aspettavamo. Lui ha un piccolo problema alla coscia destra, però sta cercando di aiutarci in tutti gli obiettivi che inseguiamo».
 

Con Artur ci sono tre portieri brasiliani.
«Siamo otto brasiliani, perché c'è anche Filipe che proviene dalla Primavera. Siamo uniti e contenti, e Roma i brasiliani piacciono molto. Anche quando parlano dei possibili acquisti, parlano sempre di brasiliani».
 

Vuoi tornare nella Seleçao?
«E' sempre il mio obiettivo, però non mi aspetto molto perché ogni volta che si avvicina una convocazione io ci spero, e poi ci rimango male. Ho il mio sogno e spero di essere nuovamente convocato».
 

Dopo un anno in Italia, che differenze ci sono con la Spagna?
«Il calcio spagnolo è un po' più rapido, quello italiano più fisico. Io non sono forte fisicamente, ho avuto difficoltà all'inizio però sto facendo molta palestra per acquistare forza e per giocare titolare. Quello che mi fa più felice è poter giocare, specialmente dopo il grave infortunio che ho avuto due anni fa al Real Madrid».
 

In che posizione giochi nella Roma?
«Io sono un laterale. Spalletti vuole che io faccia molto la fase difensiva. In alcune occasioni ho giocato più avanti perché Taddei era infortunato però la mia posizione è laterale destro in difesa. Oggi qui sono considerato un difensore e sono un po' limitato perché devo stare attento a difendere mentre a me piace molto attaccare, però non è un problema per me. In questa posizione proverò a riconquistare la Seleçao».
 

Dopo Cafu la maglia numero 2 è rimasta senza padrone. E' una maledizione?
«Non è una maledizione. Fino a 5-6 anni fa si parlava solo di Cafu e Roberto Carlos, adesso ci sono tanti giocatori forti in tante posizioni. Tutti vogliono giocare nella Seleçao, ma è difficile. Il Brasile nonostante gli ultimi problemi, sta bene e si qualificherà senza dubbio per i prossimi mondiali. Se io sarò in condizione ci sarò, anche se sono consapevole che Maicon ha più esperienza in questo momento».

(Fonte laromasiamonoi.it)
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