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CICLISMO/ Mondiali di Varese: nella crono il podio che non ti aspetti

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Va bene, mancava Cancellara, il due volte campione del mondo della specialità. Lo sappiamo, mancava anche Schumacher, mattatore del tic-tac al Tour de France 2008. Però bisogna ammetterlo: un podio del genere, al mondiale-cronometro di Varese, nessuno, sono sicuro, nessuno, poteva aspettarselo. Primo Grabsch, un distinto sconosciuto tedesco con poche vittorie e tanto gregariato prima nella Telekom, e poi in quello che è rimasto dello squadrone tedesco, il team Columbia (quello del velocista Marc Cavendish, per intendersi). Secondo il canadese Tuft, ancora più sconosciuto di Grabsch: Tuft milita in una squadretta nordamericana e non si cimenta mai da questa parte dell’oceano. Terzo l’americano Zabriskie: almeno lui un nome noto. Una volta specialista del cronometro, quest’anno, sinora, mai brillante. Zabriskie nella specialità contro il tempo in passato ha battuto al Tour Amstrong e si è imposto anche al Giro d’Italia, tuttavia da un po’ di tempo non si metteva in luce. I favoriti Leipheimer e Larsson sono finiti rispettivamente 4° e 5°. 6°, a sorpresa, Devolder, mentre 9° di è classificato lo specialista britannico Millar, e 10° Chavanel, che tanto bene aveva fatto alla Vuelta. Pronostici stravolti, però con un risultato di rilievo: Grabsch ha vinto alla grande, percorrendo i 43,7 km attorno al lago di Varese in 52 minuti, ad una media di 50,4 km/h: sarà uno sconosciuto, ma la prestazione è stata superlativa. Gli italiani hanno fatto un po’ da comprimari: 13° Pinotti, 14° Quinziato. Il primo soprattutto ha qualcosa di cui rammaricarsi, perché in una crono del genere avrebbe potuto andare meglio. Certe occasioni non capitano spesso: un mondiale giocato in casa e senza i migliori, bisognerebbe giocarselo meglio. Oggi prova Under23 in linea di 173 km. La partenza sarà poco dopo mezzogiorno: gara da seguire, perché i giovani italiani vanno forte.



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