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CALCIO/ A volte ritornano. Milito: "Genova, un posto speciale"

L'attaccante argentino effettuerà oggi le visite mediche. Grande l'entusiasmo dei tifosi che rispondono con 3000 nuovi abbonamenti

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Le chiamano minestre riscaldate. Ma c'è chi crede che il legame tra determinati giocatori e il proprio club vada oltre le statistiche nefaste che dicono che i grandi ritorni non vadano mai a buon fine. E' quello che credono a Genova, piazza da sempre attenta ai sentimenti e ai valori del calcio, dove il ritorno "a casa" di Diego Milito è stato salutato con estremo entusiasmo. Ed è stato proprio l'attaccante argentino, reduce da tre stagioni al Real Saragozza a parlare di "casa" riferendosi al club rossoblu in un'intervista telefonica alla Gazzetta dello Sport: "Considero Genova casa mia. Il Saragozza mi voleva cedere al Tottenham, mi hanno fatto grandi pressioni perchè accettassi il trasferimento in Inghilterra. Stavo per cedere quando è arrivato il Genoa. Non ho avuto dubbi e mi sono impuntato. Volevo a tutti i costi la maglia rossoblù".

E così il presidente Preziosi regala l'ultima perla ai tifosi. Un regalo da 12 milioni, più altri 20 per il contratto quadriennale. Il popolo del Grifone non ha lesinato i ringraziamenti e la risposta è stata 300 nuovi abbonati in un giorno solo. Il club più antico d'Italia è un posto speciale, e lo sa bene anche il Principe (il soprannome gli è stato dato per una stretta somiglianza fisica con un altro Principe del calcio argentino, Francescoli): "Genova è stata la mia prima esperienza in Europa. Una tappa fondamentale per la mia carriera. Mi sono sentito amato e aiutato. Per me è diventato un posto speciale".

Dei vecchi compagni sono rimasti soltanto Rossi e Scarpi, amici che Diego non ha avuto nemmeno il tempo di sentire (ma l'argentino assicura: "ora prendo l'aereo e appena arrivo a Genova li chiamo"). Quello di oggi è un Genoa diverso, il Genoa di Gasperini: "Ho visto due o tre volte il Genoa di Gasperini in televisione lo scorso campionato. Ho capito che il tecnico spinge la squadra in avanti, all'attacco. Bene, è la tattica ideale per qualsiasi attaccante, di sicuro è in questo modo che avrò più possibilità di fare gol. Io la penso così: conta più la mentalità della squadra che il numero delle punte". La voglia di fare bene e la determinazione non mancano: "Alla gente dico una cosa: darò tutto me stesso per la maglia, cosa che ho fatto in tutte le squadre in cui ho giocato, ma qui lo farò in modo particolare perchè è qui che mi sento a casa mia". E le chiamano minestre riscaldate.

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