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CALCIO/ Gattuso: "farò la guerra a chi non mi vuole mandare in azzurro"

Ringhio, reduce dall'incidente durante l'allenamento, ribadisce il suo attaccamento alla maglia azzurra. Stempera Galliani: "Nessun problema con la Nazionale"

gattusoR375_9set08.jpg (Foto)

Per un Mourinho che arrivato spavaldo a Milano ha assicurato di "non essere un pirla" (nel caso qualcuno, vedendolo schierare Ibrahimovic prima punta, avesse dei dubbi), ad un Gattuso ironico che fa mea culpa e non cerca alibi: "Sono caduto come una pera cotta, ho fatto la figura del pirla. Sono caduto nella buca della panchina in una maniera incredibile. Per tutta la notte ho ripensato alla dinamica, meglio non si riveda in tv. Ma oramai è passato. Poteva andare decisamente peggio. Prima di uscire dall'ospedale ho fatto un giro e c'è gente che soffre tanto. Dunque va bene così, io sarò presto in campo".

 

Ma non bisogna credere che questa piccola disavventura possa far smettere di ringhiare Gennaro Gattuso. Quando si parla di nazionale il centrocampistaa campione del mondo tira fuori tutta la sua grinta: "Io all'azzurro ci tengo tantissimo: la prossima volta voglio esserci. Per me la nazionale è la cosa più bella che c'è. Farò la guerra a chi non mi vuole mandare in azzurro". La dirigenza rossonera, che in primavera aveva blindato Kakà scatenando un polverone, è avvertita. Eppure Galliani non sembra pensarla diversamente dal suo giocatore: "Nessuno al Milan si è sognato nè si sognerà mai di impedire a Gattuso o qualsiasi altro giocatore di andare in Nazionale. I nostri rapporti con la Nazionale sono ottimi".

 

Clima disteso, dunque, nonostante l'incidente che costerà un mese di stop al calabrese ("ma - ci tiene a sottolineare Ringhio - il Milan i giocatori di centrocampo li ha") sia stato veramente brutto, come riporta il diretto interessato: "Arrivato al pronto soccorso c'era un infermiere romano che mi ha detto: 'ammazza, mai vista una cosa del genere'. Meno male che non sono un tipo che si fa impressionare". Ultima battuta su Lippi: "Arrabbiato? E certo, gli ero franato addosso nella buca della panchina".

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