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TENNIS/ Federer sbanca ancora New York: è pokerissimo!

Pubblicazione:martedì 9 settembre 2008

federerR375_9set08.jpg (Foto)

Sarà che da quelle parti l'eroe nazionale è Guglielmo Tell, ma gli svizzeri devono avere un feeling particolare con la mela. E ce l'ha in particolare il cittadino ultimamente più illustre dei Quattro Cantoni, quel Roger Federer che per la quinta volta consecutiva sbanca la Grande Mela aggiudicandosi in tre set la finale di Flushing Meadows contro Andy Murray. Come lui, in passato, Pete Sampras e Jimmy Connors, non proprio gli ultimi della lista. E che, tra l'altro, il pokerissimo non lo fecero vincendo cinque finali di seguito, impresa che invece è riuscita allo svizzero.

 

La finale, tuttosommato, ha deluso. Ha deluso Murray, arrivato allo scontro finale con un biglietto da visita tutt'altro che modesto, vista la vittoria in semifinale contro Rafael Nadal, numero uno del ranking. Eppure la partita, almeno per i primi quaranta minuti, dimostra la manifesta superiorità di Federer: primo set a mani basse, con il break strappato allo scozzese al primo turno di battuta. La cosa si ripete nel secondo set e, dopo 37' di gioco, il tabellino dice 6-2 e 2-0 per il numero 2 del mondo. Il match sembra avviarsi verso un epilogo scontato quand'ecco che la gara ha un sussulto e Murray si ricorda del suo curriculum che comprende due vittorie (su tre) contro Roger. Ecco dunque un controbreak quasi annichilente, un 40-0 che fa credere che la sfida possa prendere una piega differente. Murray non è una bolla di sapone, si vede che la qualità c'è. Ma lo stile di Federer è pressochè impeccabile, è lui a condurre al gioco e a costringere lo scozzese all'errore, spesso debole col rovescio. Il finalista di Wimbledon prova anche ad entrare timidamente in campo, ma la sua campagna sotto rete è, inizialmente, disastrosa e tradisce la sua totale vocazione da fondista.

 

Eppure il match non è chiuso e il rinnovato vigore di Murray lo porta ad un nuovo sorprendente 40-0, vicino a strappare la battuta all'avversario: è la prima volta, in oltre un'ora di gioco, che lo svizzero trova opposizione dall'altra parte della rete. Potrebbe essere la svolta, invece Roger è impassibile: 4 punti consecutivi, 4 break point annullati e gioco per lo svizzero che si porta sul 3-2. Ma il Federer dalla calma olimpica del primo set sembra aver lasciato il posto ad un giocatore più irrequieto, frettoloso anche nel chiamare il challange che non è mai a suo favore. E' la parte più interessante della gara, un sostanziale equilibrio che si protrae fino al 5 pari quando l'elevetico decide di porre fine al minuetto e di mettere le mani sul trofeo. Tiene il servizio e strappa il break allo scozzese facendo sembrare la cosa di una facilità disarmante: lo smash con cui chiude il secondo set è l'emblema del suo strapotere. La terza frazione è pura accademia. Federer si porta con tranquillità sul 5-0 con colpi chirurgici e letali. Cede poi un break a Murray che, va detto, a tratti fa vedere qualche lampo ma fatica a prendere le redini della partita. Il secondo match-point è quello decisivo per Roger che con il 6-2 finale si aggiudica il 13esimo torneo dello Slam, uno solo in meno di Sampras. E, forse, il test contro Andy ha detto anche un'altra cosa: lo svizzero ha più frecce nella faretra rispetto a Nadal che, persa l'esplosività e la potenza dopo una stagione stremante, può essere messo sotto con più facilità.



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