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CALCIOMERCATO/ Napoli, Marino occhi puntati su Savio Nsereko, Salamon e il modello Brescia

Il direttore generale del Napoli era ieri a Brescia per seguire gli obiettivi di mercato Savio Nsereko e Salamon. E osservare il modello lombardo per scovare giovani talenti in tutto il mondo

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Allo stadio Rigamonti di Brescia ieri c’era un ospite illustre, pronto ad annotare ulteriori nomi sul taccuino della sua agenda. Pierpaolo Marino è arrivato da Napoli per seguire la sfida Brescia-Pisa, vinta dai lombardi per quattro reti a zero (doppietta di Zoboli e di Savio Nsereko). Al triplice fischio il Brescia poteva contare su un undici con un’età media di 24 anni, un piccolo-grande record che fa delle rondinelle la squadra più giovane della serie cadetta. All’esperienza di Baronio (1977) e Possanzini (1976) si uniscono il talento e la giovane età dei vari Savio (1989), Berardi (1988), Salamon (1991), Vass (1988) e Feczesin (1986), solo per citare alcuni dei giocatori che ieri hanno calcato la scena. Non c’erano, fra gli altri, il bresciano doc Marco Zambelli (classe 1985) e l’americano Danny Szetela (classe 1987).

Il Brescia ieri ha schierato ben nove nazionali (di categoria o della squadra maggiore), un altro piccolo-grande primato per una compagine che milita in serie B. In tribuna centrale ha fatto, quindi, capolino, e non è la prima volta, Pierpaolo Marino, direttore generale del Napoli. Marino negli ultimi anni ha già acquistato dal Brescia Hamsik, Mannini e Santacroce, tre giocatori che stanno contribuendo in maniera decisiva al sogno della Champions. Il Napoli sa bene che a Brescia non può trovare giocatori già pronti (devono ancora raggiungere la piena maturazione) per la competizione europea, ma sa altrettanto che il modello bresciano è esportabile. Ieri all’inevitabile domanda sulla possibile operazione Savio, Marino ha risposto in modo chiaro e preciso: «Non possiamo portare il Brescia a Napoli, continuando a prendere i suoi giocatori, ma vogliamo esportare a Napoli il modello del Brescia». Da otto anni il Brescia ha sviluppato un progetto di scouting che gli ha permesso di scovare molti talenti e di rilanciare alcuni giocatori. Leonardo Mantovani, Maurizio Micheli (oggi direttore sportivo) e Marcello Marini sono i principali artefici dei molti colpi targati Brescia: dai Martinez, passando per Hamsik e Santacroce, arrivando agli svizzeri Berardi e Zambrella e agli ungheresi Vass e Feczesin, solo per ricordarne alcuni. E la lista è davvero interminabile. Con il Pisa, per esempio, ha debuttato dal primo minuto accanto a Roberto Baronio il polacco Salamon, un centrocampista centrale (classe 1991, 1,90 di altezza), che, oltre alla tecnica, fa delle sue doti principali l’intelligenza tattica e la spiccata personalità. I giovani calciatori del Brescia sono osservati da tutte le squadre di serie A e non solo, ma c’è anche chi come il Napoli con Marino (che ha conosciuto Mantovani e Micheli ai tempi dell’Udinese) ha capito che forse è più opportuno cercare di riprodurre il modello del Brescia. Non sarà comunque facile, anche perché sono sempre le persone a fare la differenza. E questo Marino lo ha capito anche ieri nella sua trasferta bresciana.

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