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MILAN/ Kakà, i tifosi lo incoronano capitano

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Poteva essere la serata dell’addio di Kakà, è stata quella della sua incoronazione a futuro capitano del Milan. Capitano per acclamazione, si potrebbe dire, visto che sotto casa dell’asso brasiliano nella notte sono accorsi circa trecento tifosi (dando man forte a quelli già presenti) per festeggiare una vittoria diversa dal solito.
Un affetto prevedibile, ma di cui forse non tutti avevano calcolato bene le dimensioni.
Non si augurano una settimana come questa gli abitanti di via Saffi che ieri hanno potuto spegnere la luce del comodino quando verso la 1.00 è giunto il “rompete le righe” al coro di “Buona notte Kakà!”.
“Riccardo Capitano! Riccardo Capitano!”, un coro spontaneo che forse non si era mai sentito con questa decisione, “È rimasto per noi! È rimasto per noi!”, “Volevano venderlo…”, senza dimenticare i ringraziamenti a Leonardo, l’ambasciatore, qualche dedica allo sceicco e ai rivali di sempre.
La curva ha scelto, anche se le sue logiche non sono quelle di Milanello, ma possono incidere e pesare, come la vicenda di questi giorni dimostra. La contestazione era stata dura, anche se civile. Il lieto fine ha impedito che degenerasse, la rinuncia del denaro da parte di giocatore e società è un gesto raro in quest’era di “calcio moderno” che i tifosi rischiano di non capire più.
Rimangono a contendersi la fascia, oggi di Paolo Maldini, altri due beniamini della Curva Sud: Massimo Ambrosini e Gennaro Gattuso, con il biondo pesarese in vantaggio per ragioni di anzianità. I due, italiani, molto simili per tipo di gioco, grinta e attaccamento potrebbero annullarsi a vicenda e abbandonare la corsa, soprattutto se il coro “Riccardo Capitano! Riccardo Capitano!” si sposterà a San Siro e continuerà imperterrito.
Un urlo di riconoscenza per il gesto nobile, ma anche il desiderio geloso di imbrigliare il giocatore, per non lasciarsi mai più.


(Paolo Coarezza)



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