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ESCLUSIVA/ Pagliuca: Inter non è crisi, Cassano simbolo blucerchiato. E quanti ricordi....

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Gianluca Pagliuca presenta in esclusiva a ilsussidiario.net la sfida di domani sera tra Inter e Sampdoria. Pagliuca, che sta studiando da allenatore, ha alle spalle sette stagioni con la maglia della Sampdoria e cinque con quella dell’Inter. Non vede l’Inter di Mourinho in particolare difficoltà, ma spiega il calo degli uomini di Mourinho come una questione fisiologica. Per il posticipo il suo pronostico è aperto alla possibile sorpresa, ricordando quando nel ’91 la sua Samp vinse a Milano per due a zero e mise le mani sullo scudetto. L’acquisto di Pazzini può rivelarsi fondamentale per il prosieguo della stagione dei blucerchiati, che sono comunque in costante crescita. E Cassano? Meglio che resti alla Samp per rendere al massimo: ha bisogno di sentirsi un uomo simbolo per dare il meglio di sé.

 

C’è una dato incontrovertibile: l’Inter di Mourinho non ha lo stesso passo di quella di Mancini...

 

Non sta certamente rendendo come l’anno scorso, ma è pur sempre davanti con tre punti di vantaggio. L’Inter di Mancini andava bene, ma anche l’Inter di Mourinho va altrettanto bene. E’ normale che sorgano alcuni problemi dopo anni di vittorie, è ancora più normale che dopo la sosta si accusino alcune difficoltà. Nelle ultime gare ha solo perso qualche colpo.

 

L’ultimo arrivato Pazzini può risolvere i problemi e le lacune della Sampdoria?

 

Pazzini è un acquisto importante, che vuole fare bene. Contro l’Inter per la Samp è una partita difficile, ma potrebbe uscire anche un risultato clamoroso. I blucerchiati hanno conquistato la semifinale di Coppa Italia e sicuramente nella seconda parte della stagione cresceranno.

 

Si ricorda qualche aneddoto particolare legato alle sfide fra Inter e Sampdoria?

 

Una marea di ricordi. Mi ricordo soprattutto quando nel 1991 mettemmo una pietra sulla scudetto, vincendo 2 a 0 (gol di Dossena e Vialli) a San Siro: in quell’occasione parai un rigore (la gara era sull’uno a zero, nda) a Lothar Matthaus. Mi porto dentro anche qualche altro bel ricordo con la maglia dell’Inter: ho vissuto diverse gare spettacolari.

 

L’ambiente nerazzurro, che lei conosce bene, potrebbe fare al caso di Antonio Cassano?

 

Cassano potrebbe far bene ovunque, ma secondo me la sua dimensione ideale è con la maglia blucerchiata: per rendere al massimo ha bisogno di essere considerato un uomo simbolo.

 

Lei è stato un grande portiere, alle spalle di Buffon non si intravedono grandi portieri italiani?

 

Sicuramente Amelia sta facendo bene, ma una volta c’erano più portieri di un certo livello. Anche Curci sta offrendo delle buone prestazioni.

 

Si è diffusa anche la moda dei portieri stranieri...

 

Ci siamo resi conto che i più bravi non sono solo in Italia. Certo a un portiere bisogna dargli la possibilità di sbagliare.

 

Può stilare una mini-classifica dei portieri italiani?

 

Beh, metterei Buffon, Amelia, Curci e anche Abbiati.

 

Con il senno di poi, vista la carenza di portieri, non avrebbe fatto bene a continuare ancora qualche anno?

 

Probabilmente sì. Devo anche ammettere che non ero più il ragazzo di dieci anni prima. Ho preferito smettere dopo un anno difficile, nel quale ho avuto anche alcune incomprensioni con l’allenatore, ad Ascoli. Era il momento giusto per smettere, sono comunque contento perché ho fatto una carriera che reputo ottima.

 

Ha intenzione di restare nel mondo del calcio?

 

Penso di sì. Sto facendo il corso per diventare allenatore e sono pronto a vivere una nuova avventura.

 

Nel suo futuro vede la maglia della Samp?

 

Samp, Bologna, Inter. Non escludo nulla, l’importante è che sia una squadra competitiva.

 

(Luciano Zanardini)



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