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PROCESSO GEA/ Entrambi i Moggi condannati, si salvano grazie all'indulto

Pubblicazione:giovedì 8 gennaio 2009

Moggi_ale_luciano_R375_08gen09_phixr.jpg (Foto)

Luciano Moggi e suo figlio Alessandro non subiranno nessuna conseguenza in seguito alle condanne rispettivamente a 1 anno e 6 mesi e a 1 anno e 2 mesi, perché i reati sono stati commessi prima del 2006 e quindi potranno usufruire dell'indulto. I fatti che hanno determinato la loro condanna risiedono nelle pressioni su Nicola Amoruso (passaggio al Perugia e revoca della procura ad Antonio Caliendo) e Emanuele Blasi (rinnovo del contratto previa revoca della procura a Stefano Antonelli) attribuite a Luciano, e quelle sui russi Victor Budiansky e Ilia Zetulayev (affidamento procura) quelli contestati ad Alessandro. Si tratta di episodi di secondo piano rispetto all'associazione per delinquere che mirava "al controllo del mondo del calcio", ipotizzata dal pm Luca Palamara.

 

La X sezione Penale del tribunale di Roma, ha quindi condannato Luciano Moggi a 1 anno e 6 mesi. Gli altri imputatu, i procuratori e soci della Gea Francesco Zavaglia, Pasquale Gallo, Francesco Ceravolo e Davide Lippi, sono stati assolti. «Sono amareggiato e deluso, mi aspettavo una piena assoluzione - ha commentato Alessandro Moggi -. Sono stato condannato per aver parlato 30 secondi con due giocatori. Sono contento del fatto che sia caduta l'accusa di associazione a delinquere dimostrando così che la Gea era una società e non un'associazione, non credo nei complotti e sono io l'unica vittima di questo processo». Luciano Moggi è apparso teso e non ha voluto rilasciare dichiarazioni a caldo.



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