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ESCLUSIVA/ Juventus e Roma, piaga infortuni. Il dr Casasco: «Servono preparazione migliore e medico sportivo obbligatorio»

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Negli ultimi tempi gli infortuni, muscolari e non, che hanno colpito le grandi squadra italiane, sono aumentate. Per capire quali sono i problemi e come possono essere evitati, abbiamo intervistato, in esclusiva per Ilsussidiario.net, il Dottor Maurizio Casasco, Presidente della Federazione Medico Sportiva Italiana, che ci ha parlato del problema e delle possibili contromisure.

 

Dottor Casasco, il problema dei ripetuti infortuni è ormai una "piaga" per le società calcistiche. C'è un modo per prevenirli?

L'infortunio muscolare deriva da diversi fattori, dalla predisposizione genetica, alla condizione, all'intensità e alla periodicità dell'allenamento, alla condizione del muscolo dalla più piccola cellula. Il punto è questo: in ogni squadra dovrebbe esserci un medico Specialista in Medicina dello Sport, qualifica che si ottiene con cinque anni di specializzazione dopo la laurea in Medicina, deve essere una figura competente e che partecipa alla vita del club, con tutto lo staff medico-atletico e con l'allenatore, formando un'equipe. Questo non succede in tutti i club.

 

Qual è la solizione?

Auspicherei un intervento della Lega per riconoscere questa nuova figura professionale con un contratto collettivo, anche perché l'attività ed il sistema di allenamento del calciatore dovrebbero essere regolati da una serie di valutazioni che sono prima di tutto attinenti alla specialità del medico sportivo. Poi va fatta una seria preparazione di base invece, dopo pochi giorni dall'inizio del raduno, subito di giocano le amichevoli, quindi non c'è il tempo per preparare al meglio la condizione atletica del calciatore. Capisco le società, visto che ci sono di mezzo interessi televisivi e di sponsor, ma va considerato che non tutti i giocatori possono riprendere allo stesso tempo l'attività agonistica, le valutazione vanno fatte giocatore per giocatore. Così succede anche nel periodo di sosta del campionato, per esempio quello natalizio: non c'è il tempo per prepararsi perché si organizzano nuove amichevoli.

 

Le partite serali e quelle giocate nei mesi freddi sono più a rischio?

Conta la luce artificiale, lo stato del terreno, la condizione ambientale, le temperature fredde, l'intensità delle gare... poi va considerato che il numero di partite giocate è sempre sempre in aumento. Per questo la figura dello specialista in Medicina dello Sport, come dicevo, dovrebbe essere presa sempre più in considerazione, in equipe con il preparatore atletico e le altre figure.


E il ruolo dell'allenatore?


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