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ESCLUSIVA NUOTO/ Lamberti, addio Castagnetti tecnico e amico di mille vasche

Pubblicazione:martedì 13 ottobre 2009

Castagnetti_r375X255_13ott09.jpg (Foto)

Era l'87 a Strasburgo. Partivo nei 200 metri contro Michael Gross, l'atleta più forte ai tempi. Arrivai secondo battendo il tedesco in uno sprint mozzafiato. Uscii dalla vasca e tutto il gruppo azzurro mi festeggiò. Alberto era seduto sulla panchina piangente. Mi abbracciò e disse: “Potevi anche vincere...”. Era convinto che si potesse sempre far meglio.

 

Vi eravate sentiti nell'ultimo periodo?

Avevo sentito la moglie Isabella durante la degenza in ospedale. Chiamai a casa alcuni giorni dopo e mi rispose lui. Era stato dimesso da appena 24 ore. Parlammo dei successi di Roma, dei progetti futuri, delle nostre famiglie, cose che si dicono tra amici. Ci eravamo dati appuntamento dopo la convalescenza per rivederci. Ma purtroppo...


Quali ripercussione tecniche ci saranno sul nuoto italiano?

Una perdita pesantissima e immensa: in Italia non esistono allenatori con il carisma e l'esperienza di Alberto. Ha saputo creare con la Federazione un gruppo di tecnici che hanno lavorato e assimilato da lui molte cose. Non sarà facile caricare sulle spalle di un nuovo Ct l'eredità di Alberto e la federazione dovrà fare una profonda riflessione prima di decidere. Questo è un primo problema. Il secondo è la gestione degli atleti. Pensiamo alla Pellegrini: si trova senza un riferimento umano, unico nel suo genere, come ai tempi lo era stato per me o per Fioravanti. Chi arriverà dovrà dare quella serenità che un atleta nel pieno della carriera deve avere. Alberto, nella telefonata che mi ha fatto, mi diceva che con Federica avrebbe lavorato per portarla a raggiungere i 3'55, 3'56'' nei 400. Non mi stupivo. Era il suo modo di fare: puntare sempre al massimo. La speranza è che la Federazione e i tecnici siano uniti nel continuare il lavoro che Alberto ha tracciato in questi anni.

 

(Eugenio Monti)



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