BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

ESCLUSIVA NUOTO/ Lamberti, addio Castagnetti tecnico e amico di mille vasche

Pubblicazione:

Castagnetti_r375X255_13ott09.jpg

«E' come se avessi perso un parente. Lo avevo sentito al telefono appena 24 ore dopo che lo avevano dimesso dall'ospedale. Avevamo parlato delle nostre famiglie, naturalmente di nuoto e di Federica Pellegrini. Il dolore è straziante». E' commosso Giorgio Lamberti, primo nuotatore azzurro ad abbattere un record mondiale, quando accetta di parlare di Alberto Castagnetti con ilsussidiario.net

 

La scomparsa di Castagnetti è una grave perdita per lo sport azzurro...

E' una giornata di lutto per tutti quelli che gli hanno voluto bene. Alberto era un grande tecnico, un uomo di grandi contenuti morali. Ieri, alla notizia, non riuscivo a rendermene conto mentre oggi vivo una situazione straziante. E' come se avessi perso un parente...

 

Ci racconti il tecnico...

Era un uomo dalle mille risorse, ricco di humor, culturalmente preparato e con mille interessi. Ma soprattutto era un grande tecnico. Aveva la sensibilità di capire al volo le qualità di un nuotatore. Non usava nessun tipo di tecnologia: i suoi strumenti per scoprire un campione erano un cronometro, una penna e un quaderno dove segnava i suoi appunti.


E si racconta che su questi quaderni lui appuntasse tutti gli accorgimenti e le caratteristiche di ognuno dei suoi atleti

Aveva una calligrafia deliziosa. Tutti noi andavamo ad aprire i suoi quaderni per leggere le prescrizioni e quale sarebbe stato l'allenamento del giorno. Lui programmava e poi scriveva ogni cosa. E' uno degli aspetti “romantici” della figura di Alberto.


Diceva che Lamberti, senza infortuni sarebbe stato come Ian Thorpe...

Oltre alle frasi pubbliche quello che ad entrambi piaceva era la stima reciproca. C'era una simbiosi tra tecnico e atleta. Io ero ambizioso e lui pure e le nostre mete erano alte. Solo i miei problemi fisici hanno bloccato quello che ci eravamo prefissati di raggiungere. Mi portò a nuotare i 200 a 1'46'', cosa impensabile. E con il tempo avremmo sicuramente migliorato ancora quella prestazione.

 

L'Olimpiade di Seul fu uno dei crocevia della sua carriera

Aveva la capacità di sdrammatizzare ogni situazione difficile come dopo Seul e il fallimento dell'Olimpiade. Lo avevano attaccato pesantemente ma seppe far risorgere il movimento natatorio l'anno successivo, dove realizzò agli Europei record e medaglie d'oro.


Si racconta che a una tua medaglie scoppiò a piangere...

 

CONTINUA LA LETTURA DELL'ARTICOLO, CLICCA IL PULSANTE QUI SOTTO

 


  PAG. SUCC. >