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RICORDO/ Addio a Castagnetti, uomo che ha fatto grande il nuoto azzurro

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Alle Olimpiadi del 1988 i media italiani con titoli a nove colonne puntarono il dito contro la nazionale italiana di nuoto accusandola di scarso impegno. Alla guida di quella selezione c’era Alberto Castagnetti, che in questi vent’anni ha guidato l’Italia del nuoto fra Giochi Olimpici, Mondiali ed Europei. Castagnetti, 66 anni, è scomparso improvvisamente ieri sera: a settembre si era sottoposto a un’operazione al cuore. La stessa Pellegrini aveva rinunciato agli States per stare vicino all’amico allenatore, colui che era riuscito a rilanciarla e a portarla a primeggiare.

 

Da Seul è passato molto tempo. Un anno più tardi Castagnetti si prese la sua prima rivincita grazie anche a Giorgio Lamberti che a Bonn salì sul tetto del mondo dei 200 stile (il primo azzurro nella storia). Castagnetti ha visto crescere diverse generazioni di nuotatori (Lamberti, Fioravanti e Rosolino) fino ad arrivare ai giorni nostri con i vari Magnini, Filippi e Pellegrini. Ha avuto il merito di aver fatto conoscere meglio, attraverso le vittorie, una disciplina come il nuoto. Alla domanda su quale fosse il campione che gli aveva dato più soddisfazioni, il Ct fino all’avvento di Federica Pellegrini rispondeva Domenico Fioravanti. Sono molti gli atleti (fra questi la Pellegrini) che hanno scelto il Centro federale di Verona per allenarsi con lui, per seguire i consigli di un tecnico esigente ma preparato. E il nuoto da oggi si sente orfano del suo papà.


(Luciano Zanardini)



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