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ESCLUSIVA/ Scala racconta l'esordio di Buffon: «Gli chiesi se era pronto, la risposta fu emblematica...»

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E’ stata una scelta semplice, quasi scontata. Era concentrato e carico in una maniera esemplare.

 

Vi sentite ancora?

Sì, ogni tanto ci sentiamo, anche se adesso è un po’ che non succede. Quando ci si ritrova è una festa, come del resto succede con tutti i miei ex giocatori. Fuori dal calcio non sono, però, molte le occasioni per incontrarsi.

 

Nevio Scala dopo l’esperienza in Russia è tornato a casa, sente la mancanza del calcio giocato?

Non vi nascondo che c’è la voglia di riprendere, per il momento riesco a rintuzzare gli attacchi di ansia con il lavoro nell’azienda agricola e poi, inoltre, collaboro con radio Rai per i posticipi della domenica sera. E se dovesse capitare un’occasione importante…


Con il senno di poi c’è qualche esperienza che non rifarebbe?

Non rifarei l’esperienza di Perugia e di Istanbul. In Turchia mi hanno allontanato per aver perso il derby con il Galatasaray. E pensare che eravamo secondi a 2 punti dalla prima: una cosa allucinante anche se spesso capita nel calcio. L’esperienza che sicuramente non ripeterei è quella di Perugia.

 

Qual è la squadra che ha seguito meglio i suoi dettami di gioco?

Il Parma.

 

Lei ha girato il mondo, ha allenato in Russia (l’ultima squadra di club allenata è stata lo Spartak Mosca), in Ucraina, in Germania e in Turchia. Sul piano calcistico in cosa si differenziano questi Paesi dall’Italia?

Da noi si vive un calcio più esasperato, dove il risultato diventa fondamentale. Cambia la mentalità. Sono contento di essere stato fra i pionieri di un cambiamento epocale. Nonostante queste considerazioni, il calcio è uguale in tutto il mondo: il modo di giocare, i sistemi di gioco e gli allenamenti sono simili. Possiamo dire che in questo oggi siamo tutti un po’ europei.

 

E in serie A, c’è qualche formazione che la diverte?

Ero entusiasta della Roma di Spalletti, quest’anno un po’ meno. Molte compagini alternano le prestazioni. Se proprio devo fare una classifica metto nell’ordine Roma, Fiorentina, Genoa e Sampdoria. Mi ha deluso, invece, il Milan.

 

(Luciano Zanardini)

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